Giardini di Santa Rosa: ancora una volta il Comune ignora l’emergenza, e i bambini pagano il prezzo più alto

GERMOGLI PH 25 GENNAIO 2018 SCANDICCI LA CONSIGLIERA FABIANA PULICI MOSTRA LE SIRINGHE USATE DAI TOSSICODIPENDENTI NEI PRESSI DELLA TRAMVIA

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“Area sotto controllo”? La realtà smentisce il Comune: Santa Rosa tra spaccio, abbandono e le solite promesse disattese

 

C’è un limite oltre il quale la pazienza dei cittadini si trasforma in sdegno, e quel limite è stato ampiamente superato tra i giochi del giardino di Santa Rosa. Mentre le scrivanie di Palazzo Vecchio e della presidenza del Quartiere 4 si riempiono di verbali, protocolli e rassicuranti “risposte scritte”, la realtà fuori da quegli uffici continua a pungere. Letteralmente.

Era il settembre del 2024 quando una madre denunciava il primo, drammatico episodio: una bambina in cura per essersi punta con una siringa abbandonata. In un mondo normale, un evento del genere avrebbe provocato una rivoluzione nelle politiche di sicurezza e decoro. A Firenze, invece, è stato solo l’inizio dell’ennesimo letargo. Sono passati i mesi, sono passate le stagioni. A ottobre 2025 le grida d’allarme per il degrado dell’area erano ormai un coro unanime. Eppure, la risposta della politica sembrava muoversi alla velocità di un bradipo.

Il 1° novembre 2025, un’interrogazione formale del gruppo FDI del Q4 metteva nero su bianco l’invivibilità del parco: spacciatori in azione davanti ai piccoli, persone che urinano sugli scivoli, bivacchi dentro le strutture ludiche. Un quadro desolante che richiedeva un intervento immediato, “con urgenza”.  La risposta? È arrivata quasi tre mesi dopo. Il 21 gennaio 2026, l’amministrazione ha rassicurato i cittadini con toni burocratici e distaccati: “L’area è monitorata”, “i servizi sociali intervengono”, “abbiamo riparato la nave”. Secondo il Quartiere 4, la situazione era sotto controllo, gli allontanamenti erano frequenti e il monitoraggio costante.

Se il parco fosse davvero “monitorato” come dichiarato a gennaio, come è possibile che il 15 aprile 2026 un altro bambino di soli 5 anni sia finito d’urgenza al Meyer perché punto al polpaccio da una siringa mentre giocava? È qui che l’empatia verso le famiglie si trasforma in accusa diretta verso chi governa: non si può essere sordi e ciechi di fronte a tragedie annunciate.

Dire che la situazione è “sotto controllo” quando il controllo non garantisce nemmeno l’incolumità di un bambino di cinque anni è una beffa atroce. Riparare una recinzione o chiudere un cancello non serve a nulla se non si ha il coraggio di affrontare il problema alla radice: la trasformazione di un’area giochi in dormitorio e piazza di spaccio e consumo a cielo aperto. Le foto allegate agli atti mesi fa mostravano escrementi, carte igieniche e spacciatori all’opera. Quei documenti sono rimasti a prendere polvere mentre i bambini continuavano a correre tra i pericoli.

Oggi, un padre scrive nuovamente alla sindaca, aspettando risposte che non siano solo “notizie inviate dalle direzioni interpellate”. I cittadini non vogliono più sapere quali uffici sono stati consultati; vogliono sapere perché, dopo due anni e svariate denunce, i loro figli non possono ancora correre in un prato senza rischiare la vita. L’amministrazione ha fallito. Non lo diciamo noi, lo dice il dolore di una famiglia in attesa di test clinici in un corridoio d’ospedale. Santa Rosa non è più un giardino, è il monumento all’inerzia di chi dovrebbe tutelarci e invece preferisce monitorare il declino dal chiuso di una stanza.