“Ho paura ad uscire di casa”: circondata e bloccata da un gruppo di stranieri, la terribile esperienza di una cittadina a Porta al Prato

GERMOGLI PH: 30 NOVEMBRE 2023 FIRENZE VIA FRANCESCO DE PINEDO OMICIDIO IN APPARTAMENTO SU POSTO LA POLIZIA DI STATO NELLA FOTO

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Non è più solo un problema di criminalità, ma di una città che si sta ormai abituando a conviverci. La testimonianza di una residente racconta il deterioramento di un intero quartiere

 

In zona Stazione, San Jacopino e Porta al Prato, il clima di insicurezza e la crescente indifferenza sembrano dominare il quartiere. Una denuncia che arriva da una cittadina, segnalata dal Comitato Cittadini Attivi San Jacopino, racconta un episodio che, purtroppo, non è un caso isolato. “Oggi purtroppo anche io ho qualcosa da raccontare. Ore 10, davanti la fermata di Scala / Porta al Prato, mentre camminavo vengo circondata da 4 ragazzi stranieri sotto l’effetto di droghe, e non mi facevano più andare via”, inizia così la testimonianza. La donna racconta di essere stata bloccata in strada da un gruppo di ragazzi, che urlavano parole incomprensibili, ridevano e la tenevano prigioniera senza che nessuno intervenisse.

“Nessuno ha provato ad aiutarmi, nonostante ci fossero tante persone”, lamenta la cittadina, che trova addirittura il coraggio di riprendersi dal terrore e di liberarsi, solo per sentire un gruppo di uomini al bar ridere e commentare: “Eh, t’hanno fatto correre!”. “Sono veramente schifata e spaventata”, conclude, esprimendo il senso di frustrazione e paura che sta accompagnando ormai da tempo sempre più donne a Firenze.

La signora si chiede se valga la pena denunciare l’accaduto, poiché, come sottolinea, non sembra che le forze dell’ordine possano fare molto in casi del genere. “E se andassi alla polizia a denunciare, cambierebbe davvero qualcosa?”, chiede, con un’angoscia che si riflette nel suo messaggio: “Sono 10 anni che vivo in questo quartiere, e ormai non lo riconosco più. Ho paura ad uscire di casa, e non so più che fare”.

Il Comitato Cittadini Attivi San Jacopino non ha tardato a manifestare la sua solidarietà, esprimendo il proprio disappunto per l’indifferenza dei passanti e la continua escalation di episodi violenti nel quartiere. “Capiamo che intervenire oggi giorno può comportare pericolo serio, questi soggetti ormai girano con un’arma bianca pronti a sfoderarla”, scrivono. Eppure, nonostante il pericolo, si fa appello al senso civico. “A volte il senso civico è quello di aiutare la persona in pericolo o in difficoltà, spesso senza pensare cosa possa avere in tasca il balordo”.

Il Comitato evidenzia come non bastino nemmeno gli arresti da parte delle forze dell’ordine a fermare la spirale di violenza: “Quando le nostre brave forze dell’ordine compiono un arresto, spesso viene tutto vanificato dai giudici e dalla mancanza di pena certa”, un sistema che non offre più garanzie. “Stiamo perdendo tutti, abbiamo perso la nostra sicurezza, le leggi non aiutano gli onesti cittadini anzi…”, continuano, sottolineando l’urgente necessità di una risposta più incisiva da parte delle istituzioni.

La cittadina ha già ricevuto il supporto del Comitato, che le ha consigliato di presentare denuncia presso un ufficio di polizia. L’auspicio è che le telecamere presenti nella zona possano aiutare a identificare i responsabili, ma resta forte la richiesta di interventi concreti da parte delle autorità. La paura che si respira nel quartiere non è solo la sua, ma quella di tanti altri residenti che, come lei, si sentono sempre più vulnerabili e soli.

Foto: Copyright Fotocronache Germogli