A Controradio, Caterina Arciprete ammette le difficoltà dell’amministrazione sul verde, sulla partecipazione e sulla transizione energetica. Ma dov’erano i Verdi mentre il PD imponeva la propria linea?
A Controradio, Caterina Arciprete, capogruppo AVS in Consiglio comunale, ammette che i cittadini non si fidano delle rassicurazioni del Comune sul verde, che la partecipazione deve cambiare passo e che l’amministrazione sta facendo fatica persino sulla transizione energetica. Parole che pesano, perché arrivano da chi siede nella maggioranza che governa Firenze.
Ma dov’erano i Verdi mentre il PD imponeva la propria linea? Quale battaglia hanno condotto, quali decisioni sono riusciti a cambiare, quali risultati concreti possono rivendicare per salvare gli alberi e tutelare i cittadini dai disagi dei cantieri?
Le loro argomentazioni restano flebili proprio nei momenti in cui servirebbe alzare la voce. Si parla di bilanci arborei, partecipazione preventiva e pannelli fotovoltaici: temi importanti, certo, ma che non possono diventare il paravento dietro cui nascondere l’assenza di una vera opposizione alle scelte del PD. Perché quando si tratta di incidere sulle decisioni della maggioranza, l’ecologismo di AVS sembra fermarsi davanti alla porta della stanza dei bottoni.
E allora, dove sono finiti i Verdi che siedono a Palazzo Vecchio? Le poltrone sembrano decisamente più comode delle barricate. Qualcuno, con una battuta feroce, ha persino suggerito che siano costruite con il legno dei tanti alberi abbattuti.
Chi aveva visto nella V di AVS la V di Verde rischia oggi di ritrovarci soltanto la V di Velleità: tante dichiarazioni, tante buone intenzioni, pochissima capacità di imporre un cambiamento.
Perché governare non significa soltanto denunciare ciò che non funziona. Significa avere il coraggio di opporsi quando serve, anche a costo di scontentare il proprio alleato più ingombrante.
Altrimenti non si è la coscienza ecologista della maggioranza: si è soltanto la sua foglia di fico.


