Il film ‘Curtino’ a Onde Estive al Circolo Cherubini

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Il film su Malaparte ‘Curtino. Amori e dolori del giovane Malaparte’ è stato protagonista della puntata andata in onda ieri sera su Radio Canale Sette nell’ambito della rassegna Onde Estive al Circolo Cherubini di Grignano. Intervistati da Flora Leoni, speaker di RC7, i due sceneggiatori Walter Bernardi, Presidente dell’Associazione Malaparte Pratese nel Mondo e Gabriele Marco Cecchi, docente di scrittura cinematografica della Scuola di Cinema Anna Magnani diretta da Massimo Smuraglia, hanno ripercorso le tappe salienti della loro collaborazione nella stesura della sceneggiatura del lungometraggio, finanziato con un bando della Regione Toscana, le cui riprese inizieranno alla fine di settembre. A dirigere la pellicola Massimo Smuraglia.
Il film sarà presentato nel 2027, settantesimo anniversario della morte di Malaparte che risale al 19 luglio 1957. Tema della trasmissione il rapporto di Malaparte con il cinema. Geniale anticipatore della transmedialità, Malaparte aveva sperimentato nel corso della sua carriera tutti gli strumenti comunicativi, dall’elzeviro al reportage giornalistico, dal romanzo storico al teatro drammatico e di rivista, ma aveva finito per individuare proprio nel cinema la forma espressiva più congeniale alla propria ispirazione. Del suo film “Il Cristo proibito”, che verrà proiettato alla Gualchiera il 20 luglio prossimo, ha parlato Gabriele Marco Cecchi sottolineandone la modernità strutturale e tematica che anticipa il superamento del neorealismo e un’idea di cinema morale, poetico e simbolico che poi troverà una forma più definitiva con Pasolini. L’assolutismo di Malaparte, sceneggiatore, regista e tuttologo del film determina una estrema tragicità nei dialoghi e nello svolgimento, peraltro voluta e ricercata dal grande scrittore che, in origine, aveva pensato il film come un libro.
Walter Bernardi ha parlato quindi degli altri progetti cinematografici inediti di Malaparte come “Lotta con l’angelo” e “Compagno di viaggio”, ma soprattutto “La bambola di carta”, al quale aveva lavorato alcuni mesi prima della partenza per il fatale viaggio in Cina. Un vero e proprio inno pacifista piuttosto singolare nella produzione bellica di Malaparte. Ricordati anche i film tratti dai capolavori di Malaparte, in cui il personaggio Malaparte è protagonista: “La pelle” di Liliana Cavani uscito nel 1981 e “Il viaggio di Gruber” film romeno del 2009 liberamente tratto da Kaputt. Quest’ultimo film termina con un omaggio del regista Radu Gabrea a Malaparte, che nel 1944, proprio in Kaputt, fu il primo a rivelare al mondo la verità sulla persecuzione degli ebrei a Iasi, avvenuta a fine giugno 1941, e sui treni della morte in cui 12000 romeni ebrei furono assassinati.
Il film, riscoperto grazie a Massimo Smuraglia, è ora in lavorazione alla Scuola di cinema per essere sottotitolato in italiano e sarà disponibile per la proiezione a Prato prima della fine dell’estate. La serata si è conclusa con la lettura da parte dell’attore Roberto Visconti, della pagina finale di Kaputt che riporta la simbolica vittoria delle mosche sulla disgregazione morale insita nelle guerre in cui è sintetizzato il genio del grande scrittore pratese. La puntata sarà disponibile prossimamente in podcast.