Il problema non è quanti alberi si piantano, ma dove: la lezione di Italia Nostra sul futuro del verde a Firenze

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Verde urbano a Firenze, Italia Nostra denuncia la “mattanza degli alberi”: “Gli annunci non bastano, serve più tutela”

 

Mario Bencivenni, vicepresidente di Italia Nostra – storica associazione che da decenni si occupa della tutela del patrimonio storico, artistico, paesaggistico e ambientale – lancia un appello forte sul futuro del verde a Firenze. In un’intervista a La Nazione, denuncia quella che definisce una vera e propria “mattanza degli alberi”, sostenendo che negli ultimi anni gli abbattimenti abbiano superato di gran lunga le nuove piantumazioni.

Per lui gli alberi non sono un semplice elemento decorativo, ma una risorsa essenziale per rendere la città più vivibile, offrire ombra, mitigare il caldo e contrastare le isole di calore. Per questo invita il Comune a passare dagli slogan ai fatti, investendo nella cura del patrimonio arboreo e nel potenziamento del servizio dei giardinieri comunali. Particolarmente significativa è la riflessione finale sul progetto di piantare 50.000 nuovi alberi. Bencivenni non contesta l’obiettivo in sé, ma invita ad andare oltre l’effetto dell’annuncio: dove verranno piantati tutti questi alberi in una città che ha spazi sempre più limitati?

Il suo messaggio è chiaro: prima ancora di promettere nuovi alberi, bisogna proteggere quelli che già esistono. Se si creano nuovi boschi nelle aree disponibili è certamente un risultato positivo, ma questo non risolve la perdita del verde nei quartieri, dove gli alberi sono più necessari per migliorare la qualità della vita e difendere la città dal caldo. Il punto, in fondo, è molto semplice: non conta solo quanti alberi si piantano, ma dove si piantano. Se gli alberi vengono abbattuti lungo strade, piazze e quartieri, è proprio lì che si creano le isole di calore che rendono la città sempre più invivibile. Piantare nuovi alberi in aree già ricche di verde o nei grandi parchi è certamente una scelta positiva e sempre condivisibile, ma non compensa la perdita del verde urbano nei luoghi dove è stato eliminato.

Per questo il mantra “ne ripianteremo di più” rischia di essere fuorviante: se i nuovi alberi non tornano dove quelli maturi sono stati abbattuti, il beneficio per ridurre le isole di calore sarà pressoché nullo. È esattamente questo il cambio di prospettiva che Bencivenni chiede all’amministrazione: meno annunci, più tutela degli alberi esistenti e una gestione del verde che metta davvero al centro il benessere dei cittadini.