Le opposizioni di Palazzo Vecchio ficcano il naso nelle carte e svelano le magagne dei falsi studentati

GERMOGLI PH: 29 MAGGIO 2025 FIRENZE VIALE BELFIORE INAUGURAZIONE TERRAZZA GIARDINO ROOFTOP CON PISCINA DEL SOCIAL HUB HOTEL STUDENTATO COWORKING

Condividi sui social

Chi non paga la tassa di soggiorno, chi è privo di SCIA da anni, chi non paga l’IMU. Un campionario di violazioni  segnalate da anni e “non viste” per difendere la (s)vendita di Firenze? I consiglieri d’opposizione ficcano il naso nelle carte

 

Solo 4 insegne su una decina risultano aver pagato la tassa di soggiorno. 37.000 notti dichiarate nel 2025, un gestore senza SCIA da due anni, IMU versata da altri soggetti. Non fa sconti e va direttamente al nocciolo della questione Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra Progetto Comune in Palazzo Vecchio.

I numeri, sostiene Palagi, raccontano una storia che merita di essere approfondita. Su circa una decina di studentati privati attivi a Firenze, soltanto quattro insegne, riconducibili a cinque società, risultano aver versato l’imposta di soggiorno nel biennio 2024-2025. Un ulteriore gestore compare negli elenchi con l’annotazione di non aver presentato la SCIA per l’attività ricettiva temporanea né nel 2024 né nel 2025, mentre delle altre strutture, semplicemente, non vi è traccia.

I versamenti dichiarati ammontano a 106.153,12 euro nel 2024 e a 148.508 euro nel 2025: applicando la tariffa da ostello di 4 euro a notte, il dato corrisponde a circa 26.500 pernottamenti nel 2024 e 37.100 nel 2025. È però la distribuzione interna delle presenze a far emergere gli elementi più sorprendenti. Una struttura avrebbe più che triplicato le notti dichiarate, passando da circa 3.500 a oltre 12.000, proprio mentre la finestra temporale consentita si riduceva da 90 a 60 giorni; un’altra avrebbe quasi dimezzato i pernottamenti in coincidenza con il passaggio di proprietà a fondi internazionali; le due strutture appartenenti allo stesso gruppo nel centro storico avrebbero invece registrato incrementi rispettivamente del 78% e del 42%, arrivando complessivamente a sfiorare le 300 presenze giornaliere, un valore vicino alla capienza disponibile. Il raffronto con il biennio precedente accentua ulteriormente gli interrogativi: tra il 2022 e il 2023 il Comune aveva infatti incassato complessivamente appena 56.000 euro da queste strutture. “È credibile che le presenze siano solo queste? Non lo affermiamo e non lo escludiamo: diciamo che i numeri, così come sono, chiedono verifiche.”

Le quattro insegne censite disporrebbero complessivamente di circa 1.750 posti letto e, sulla base delle dichiarazioni, nel 2025 avrebbero utilizzato circa un terzo del potenziale consentito, mentre nel 2024 meno di un quinto. Una dinamica che rende difficile spiegare incrementi del 251% in presenza di una crescita del turismo fiorentino stimata tra il 7 e l’8%. Proprio per questo, sottolinea Palagi, il Comune dispone già dello strumento necessario per accertare la situazione: le dichiarazioni mensili obbligatorie che ogni gestore trasmette indicando ospiti, pernottamenti ed eventuali esenzioni. “Le chiederemo formalmente nelle prossime ore.”

Anche il fronte dei controlli presenta dati significativi. Secondo i rendiconti comunali, nel 2025 l’attività di verifica sull’imposta di soggiorno ha consentito di recuperare 156.865 euro, pari allo 0,19% del riscosso complessivo, in diminuzione rispetto ai 334.000 euro recuperati nel 2024. A ciò si aggiunge il nodo delle comunicazioni obbligatorie: il termine del 31 gennaio per dichiarare i 60 giorni era stato fissato dal Consiglio comunale, ma nessuna struttura lo avrebbe rispettato; successivamente la Giunta avrebbe disposto una proroga informale al 30 aprile senza un nuovo passaggio in aula. Sul piano giuridico viene richiamata la sentenza n. 7628 del 30 settembre 2025 del Consiglio di Stato, secondo cui senza una nuova SCIA annuale l’attività ricettiva è priva del necessario titolo autorizzativo. “Chi ha operato senza comunicare non ha commesso una svista amministrativa: avrebbe semmai svolto attività ricettiva abusiva dentro immobili che non sono alberghi.” Anche il quadro relativo alla TARI rimane incompleto. Gli importi disponibili documentano versamenti per 364.989,33 euro nel biennio da parte delle strutture per le quali è indicata una cifra, ma per uno studentato l’avviso relativo al 2025 risulta ancora “in corso di emissione” a metà 2026, mentre per altre due realtà il tributo risulterebbe “pagato da altro soggetto giuridico”, senza ulteriori dettagli sugli importi. Un quadro che si aggiunge ai 512.081,06 euro già documentati come versati tra il 2022 e il 2025 e a oltre 60.000 euro di arretrati già emersi in precedenza. Il risultato è un sistema che, allo stato dei dati disponibili, presenta ancora numerose aree d’ombra e una domanda che resta aperta: se i numeri sono corretti, spiegano un fenomeno difficilmente conciliabile con l’andamento del mercato; se invece non lo sono, sarà necessario capire dove si interrompe la catena dei controlli.

“Le nostre richieste — conclude Palagi — sono che la Giunta riferisca in Commissione con i dati delle dichiarazioni mensili 2024-2026 e l’elenco delle comunicazioni ricevute per il 2026; che venga fornito il quadro IMU dei soggetti proprietari; che il recupero TARI sia completato; e che si torni al punto di fondo: chi fa studentato faccia studentato, e deve essere distinto dal turistico-ricettivo.”

Che la novella dei finti studentati a Firenze inizi a non convincere più nessuno lo conferma anche il lavoro della capogruppo di Firenze Democratica Cecilia Del Re sulla vicenda di via del Romito, che ha reso noto il verbale del Comune su Camplus dopo un accesso agli atti. La vicenda riguarda lo studentato privato al quale Palazzo Vecchio contesta un’attività turistico-ricettiva senza il necessario titolo edilizio.

“Abbiamo iniziato a monitorare dall’inizio dell’anno la presenza di camere di strutture riferibili a studentati su Booking e simili, e ne individuammo più d’una” — spiega Del Re. Tra queste, aggiunge, era stata segnalata in particolare la presenza costante di Camplus, che vendeva sia camere per turisti durante tutto l’anno sia camere per studenti. La consigliera contesta anche la proroga concessa dalla Giunta agli studentati per la comunicazione dei 60 giorni, inizialmente prevista entro il 31 gennaio e poi spostata al 30 aprile: una proroga “irrituale”, a suo avviso, perché concessa dopo la scadenza del termine e senza passare dal Consiglio comunale. Secondo l’ex assessora, quella scelta avrebbe mostrato “la disparità di trattamento tra i grandi gruppi di investimento e i singoli cittadini”.

Del Re, che da ex superassessora conosce bene le vicende, annuncia che continuerà a seguire gli sviluppi, chiedendo chiarimenti sulla SCIA presentata allo Sportello unico per le attività produttive per l’attività di “casa per ferie”, per capire se Camplus abbia dichiarato di avere un’idonea destinazione d’uso.

Sei un visionario nel campo dell'architettura, del design o dell'urbanistica?
Hai progetti o idee innovative per Firenze, per i suoi spazi, edifici o quartieri?

Invia le tue proposte in forma di immagini con brevi descrizioni e potrai vederle pubblicate su LFCV e condividere la tua visione della città.