Mettere in rete l’intelligenza, andando oltre a quella esclusivamente artificiale. Un network capace di progettare secondo criteri di ecocompatibilità, che riconosca i cambiamenti sociali e di mercato, che guidi l’innovazione e che riesca a costruire nei limiti planetari sicuri e giusti con lo sguardo rivolto alle generazioni future.
Si è tenuta a Roma, a Villa Altieri, la conferenza internazionale ‘Intelligenza Circolare 2026’, promossa da EconomiaCircolare.com e Isia Roma Design. Un appuntamento dedicato alla transizione ecologica e digitale, che ha visto fra i relatori anche l’amministratore delegato di Next Technology Tecnotessile, Andrea Falchini.

A lui il compito di parlare di intelligenza artificiale applicata all’interno della filiera tessile. Mostrando come possa facilitare le operazioni di selezione all’interno del settore del riciclo. Entrando nello specifico Falchini si è soffermato sul sistema Daedalus, il cui funzionamento è stato protagonista anche in varie fiere europee di settore. E ha analizzato i risultati della collaborazione pratica in corso con la Cooperativa Cauto di Brescia.
“Occasioni come questa sono fondamentali per fare il punto sulle innovazioni e sulla ricerca assieme agli esperti di settore – commenta Falchini -. Solo dal dialogo e dal confronto possono nascere opportunità di sviluppo, utili per chi cerca di innovare rispettando l’ambiente e i principi di economia circolare. Un grazie particolare va all’organizzazione per l’attenzione e l’interesse che da tempo mostra verso le attività di Next Technology Tecnotessile. L’incontro si è confermato di livello internazionale, rappresentando un riferimento per chi vuole parlare di eco-innovazione”.

Per il secondo anno di fila, Villa Altieri, è diventata così un osservatorio vivo sulla doppia transizione: ecodesign, Intelligenza Artificiale, Digital Product Passport, tessile, modelli di business circolari e tracciabilità. Mettendo al centro del programma i racconti di imprese, istituzioni e università – nazionali ed internazionali – che stanno già trasformando visioni in pratiche concrete, dentro le filiere e nei territori.

