Dietro l’ordine del giorno di AVS si cela l’ennesima manovra per aumentare la pressione fiscale sui fiorentini: dopo TARI e multe record, ora finisce nel mirino anche l’IRPEF
Non è passato nemmeno un mese dal brindisi per l’approvazione di un bilancio da quasi 900 milioni di euro, presentato dalla maggioranza come il trionfo della solidità finanziaria e della qualità eccelsa dei servizi. Eppure la maschera è caduta subito: l’approvazione dell’ordine del giorno di AVS (Alleanza Verdi e Sinistra), finalizzato a studiare una presunta “rimodulazione” dell’addizionale IRPEF comunale, svela la vera natura della sinistra fiorentina.
In una città dove l’aliquota IRPEF è ferma allo 0,2%, parlare di rimodulazione appare come un eufemismo che offende l’intelligenza dei cittadini, perché sotto quella soglia non si può scendere e l’unico esito possibile è l’aumento. L’estrema sinistra, con la complicità silenziosa del resto della maggioranza, sta così preparando il terreno per l’ennesimo prelievo forzoso dalle tasche dei fiorentini, già messi a dura prova.
Firenze è infatti la capitale del tartassamento: primatista nazionale per multe stradali, vede la TARI crescere inesorabilmente da anni nonostante promesse di efficienza mai mantenute, mentre il costo della vita continua a salire, spinto anche da un turismo selvaggio che la giunta dichiara di voler governare ma dal quale continua a incassare, tassa di soggiorno compresa.
È il solito paradosso ideologico della sinistra: prima si celebrano servizi “di qualità eccelsa” e bilanci blindati, poi, alla prima occasione, si cerca un nuovo modo per alzare la pressione fiscale. Per questa visione politica la soluzione non passa mai dall’ottimizzazione della spesa o dal taglio degli sprechi, ma dalla creazione di nuove tasse. Dopo aver trasformato Firenze in un bancomat a cielo aperto attraverso autovelox e balzelli sui rifiuti, ora finiscono nel mirino anche i redditi dei lavoratori, mentre la “solidarietà” di cui si riempiono la bocca continua, come sempre, a essere pagata dal contribuente onesto.
