Si attribuisce a Oscar Wilde l’aforisma per il quale a volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio. Nel caso dell’ineffabile assessore Giorgio, quantomeno, con una semplice risposta ogni dubbio l’ha tolto sul carattere profondamente antidemocratico e antipopolare della giunta di cui fa parte, eletta peraltro con una percentuale che potrebbe equivalere al numero dei tesserati del principale partito che la compone. Intervenendo sul dibattito concernente la Pistoiese-Rosselli, a proposito della quale il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune) ha rivelato l’esistenza di uno studio rimasto nei cassetti per tre anni, egli ha risposto sbrigativamente che «risponderemo all’ARPAT» e con ducesca tracotanza ha asserito che «le opere strategiche per la città non vengono decise né dal signor Budini Gattai né da Palagi», ma dalla «politica che dà l’indirizzo» e dagli «enti incaricati di rilasciare le autorizzazioni», trascrivono La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. I cittadini che vivono quotidianamente sul territorio e devono però sorbirsi interamente tutti i disagi delle balzane idee dell’amministrazione non hanno quindi alcuna voce in capitolo, tutto è deciso da autoproclamati “rappresentanti” che una volta entrati a Palazzo Vecchio vi si barricano dentro come in una torre d’avorio. Bella democrazia, quella dove il “demos” non conta nulla! Anzi, per esso arrivano solo più controlli, in stile minatorio e orwelliano: «Attenti, gli ispettori ambientali vi guardano», inizia emblematicamente l’articolo del Corriere Fiorentino dedicato all’ennesima campagna ideologica e repressiva di Alia contro i «furbetti dei rifiuti» che, secondo La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, ha già portato a «più di mille multe», vantando addirittura di aver scovato un pericolosissimo «trasgressore» attraverso un quaderno di scuola elementare buttato via insieme ad altri rifiuti. Eppure, la propaganda prosegue imperterrita ad affermare che «le multe sono sempre di meno». Non è, guarda caso!, competenza del Comune e nemmeno della Regione decidere invece sulla gratuità della Foster, richiesta dagli Ordini degli Ingegneri prontamente dirottati, da Giani, alle Ferrovie dello Stato, che sicuramente li reindirizzeranno nella direzione opposta cercando di far morire su di sé la sacrosanta proposta: ne hanno parlato La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. E se si esaltano «gli occhi di Alia» (a proposito di politiche orwelliane!), le orecchie dei cittadini invece sono rimaste a digiuno della voce dei cari lontani, poiché, segnala La Repubblica Firenze, quella di ieri è stata una giornata di particolare criticità per la rete telefonica in tutto il centro storico, fino a San Domenico e Settignano: difficile possa reggere la giustificazione della vicesindachessa Galgani a precisa domanda del consigliere Casini (Italia Viva), circa la «particolare conformazione urbanistica» che «non rende semplice lo sviluppo della rete», giacché la prima è molto più antica della seconda e forse è il fatto che l’Italia è ancora tra i Paesi in Europa con la connettività peggiore ad aver influito. Le condizioni di vita, tuttavia, continuano a calare anche su altri fronti: la stessa testata informa che «la Finanza è a caccia di speculatori» mentre i prezzi della benzina non fanno che aumentare e i benzinai, si apprende da Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, sono «pronti a scioperare». La guerra in Medio Oriente si riverbera anche sulle imprese, con costi totali che superano i 670 milioni di euro (La Repubblica Firenze) e una crescita economica regionale, seppur timida e impercettibile, già arrestata e rovesciata con le esportazioni tra le branche più colpite (Corriere Fiorentino). Al Presidente Mattarella, che ben si è guardato dal condannare esplicitamente e inequivocabilmente l’aggressione israelo-americana all’Iran che questa guerra ha cagionato, è ciononostante stata conferita una laurea honoris causa per i 150 anni della Scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri, si apprende da trafiletti dedicati su La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze. I suoi li blinda anche il regime fiorentino, il cui assessore alla Cultura si è visto approvare la delibera che adegua alle nuove normative lo statuto della Fondazione Teatro della Toscana, sancendo così il ruolo dirigente che in esso ha Stefano Massini (sì, lo stesso che sentiamo ultimamente menzionato di continuo alla televisione per il suo prossimo spettacolo su Putin). Ce ne dà notizia La Nazione Firenze, un trafiletto della quale è dedicato all’ennesima manifestazione di scaricabarile messa in atto dalle istituzioni comunali relativamente al cubo nero e a un’interrogazione presentata dal consigliere Sabatini (Lista Schmidt), negando ogni «retromarcia» e chiudendosi in un silenzio protettivo verso l’ufficio urbanistica e la gestione Nardella. Fratelli d’Italia, da parte sua, incalza sui lavori al Ponte da Verrazzano, ma identica è la risposta della giunta, o meglio, la non-risposta che rimanda a «quando avremo tutti i documenti» (La Nazione Firenze). In breve: non vedono, non sentono, ma parlano. E creano ulteriori tensioni in Consiglio comunale, sempre sul tema dell’urbanistica, perché desiderosi di non coinvolgere quest’ultimo e i cittadini in progetti di cui esplicitamente esigono l’esclusiva assoluta, come abbiamo visto. Vi si è profusa in maggior dettaglio La Repubblica Firenze. Intanto, chiude un’altra attività storica della nostra città: dopo 56 anni, la Cartoleria Cosi in Oltrarno cessa le sue attività dopo la morte del titolare l’anno scorso. La triste notizia giunge dal Corriere Fiorentino. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
