Il maltempo di questi giorni ha fatto emergere con ancor più virulenza la precarietà infrastrutturale e sociale della Firenze “inclusiva”: se ci vorranno altri dieci giorni (secondo La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, undici per Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze) per liberare la Faentina dai detriti della frana che l’ha ostruita, più difficile è, lo evinciamo da un’inchiesta de La Nazione Firenze, trovare un rifugio per tutti i senzatetto che preferiscono dormire all’addiaccio per sfiducia verso le strutture d’accoglienza, anch’esse a loro volta vittime dell’incuria istituzionale. Nel corso del 2025, riportano dati dell’osservatorio della Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora citati dal Tirreno Firenze, di senzatetto ne sono morti 34 in Toscana, sui 441 deceduti in tutta Italia (più della metà dei quali nei mesi invernali). Quello del freddo è un fattore al centro anche delle discussioni su Sollicciano, a proposito del quale è partito il «tavolo permanente» per decidere dei reinserimenti (ma sono almeno in 300 a non avere documenti, puntualizza il garante dei detenuti al Corriere Fiorentino e a La Repubblica Firenze) e di come affrontare la questione, appunto, delle celle gelide; il cappellano Casamassima, da parte sua, esorta direttamente alla chiusura del carcere, denunciando anche una mancanza di educatori per favorire la riabilitazione dei detenuti. Alle file di questi ultimi si sono aggiunti, perlomeno temporaneamente, i quattro nordafricani che hanno aggredito in spedizione punitiva un loro connazionale, “reo” di aver difeso la propria ragazza a seguito di un diverbio con uno degli aggressori, che le aveva versato addosso una bibita per «provocarla», e facendo poi ritorno in via del Cavallaccio armati di spranghe, sassi e machete: così i resoconti di Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, sui quali tutti leggiamo altresì dell’allargamento delle zone rosse ad alcune strade di Novoli: 4 sono anche i mesi di proroga di tale ordinanza. Ma quasi tutta Firenze è ormai una “zona rossa”, non tanto per la criminalità quanto per la mobilità: in vari articoli e inchieste, la sezione nostrana della Nazione ha riportato l’odissea di una pendolare da Prato a Piazza Beccaria per trovare parcheggio (impiegandovi mediamente un’ora), esempio dei risultati del «gennaio nero dei cantieri dal Ponte al Pino all’Indiano» in cui pure gli autobus vengono «inghiottiti dal vortice traffico» e i sindacati dei trasporti denunciano «tempi di percorrenza delle linee non aggiornati alla situazione». E se la sindachessa “rassicura” tutti, volendo forse puntare a sé stessa per prima, affermando che «i lavori allo stadio vanno bene» e «col cronoprogramma è tutto a posto» (Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze, Corriere dello Sport Stadio), Giani è a chiedere urgentemente un incontro col ministro dei Trasporti Matteo Salvini per risolvere l’impasse della Tirrenica, che il governo minaccia di far ripartire da capo (La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino). Frattanto, il Comitato Salviamo Firenze non molla e denuncia l’ennesimo scempio urbanistico rappresentato dal “cubotto” sul tetto dell’ex liceo Castelnuovo, stavolta nell’inattesa compagnia di Property Managers (Corriere Fiorentino). Monta la protesta anche in Piazza della Repubblica, però tra i gestori dei dehors, spaventati all’idea di dover spendere altri soldi per adeguarsi al modello di lusso Gilli-Paszkowski: La Nazione Firenze riporta testimonianze di necessità di 300.000€ dopo i 250.000 già investiti in passato per alcuni. Non piace nemmeno la riforma della guardia medica, di cui, secondo la sintesi di Repubblica Firenze, si contestano in particolar modo «l’isolamento notturno e l’aumento dei carichi di lavoro» che da essa discenderebbero, manifestandosi la protesta in una lettera inviata da 300 sanitari alla ASL Centro. E per finire, dopo un’ennesima sequela di pessime prestazioni in tutti i campi della vita cittadina, la giunta PD, regionale e comunale, non poteva mancare di degradare Firenze anche agli occhi del resto del mondo: sulla vicenda di Svetlana Zakharova e dello spettacolo Pas de deux for toes and fingers è intervenuta persino l’ambasciata russa, citando molto opportunamente i finanziamenti europei al Maggio Musicale e “ringraziando” ironicamente l’Italia e Firenze per la loro «immersione nelle torbide acque della russofobia»: il comunicato è stato ripreso parzialmente da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze, Il Tirreno e Il Tirreno Firenze, i quali però non citano i nomi dei personaggi sull’esempio dei quali il regime di Zelensky «ucrainizza sistematicamente l’Italia»: Simon Petliura, Roman Shukhevich e Stepan Bandera. Figure che il governatore Giani, il quale ha sproloquiato di «linguaggi oscuri della Pravda» che «lo riportano al periodo sovietico», farebbe bene a conoscere, quantomeno per identificarvi l’odierno linguaggio degli “amici” ucraini che, esso sì, è calco senza filtri di quello dei giornali collaborazionisti filo-hitleriani nell’Ucraina occupata durante la Seconda guerra mondiale. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
