E’ svolta nelle indagini per la donna trovata decapitata e smembrata nella “Rogoredo” di Scandicci, quella che il comune sogna come “parco delle biodiversità”
Dopo poche ore è arrivata la svolta nelle indagini sulla morte della donna trovata morta mercoledì mattina decapitata e smembrata nell’area ex CNR abbandonata da tempo e ridotta a una piccola Rogoredo “de noi altri”. Silke Sauer, clochard tedesca 44enne, è stata uccisa da un uomo che fin da subito era fortemente sospettato perché ricoverato in un ospedale fiorentino in stato di alterazione e pieno di sangue.
Pare appurato che il macellaio che ha ucciso la donna sia uno straniero di origini nordafricane, già noto alle forze dell’ordine, anzi talmente noto da essere a piede libero con il solo obbligo della firma presso la caserma dei Carabinieri di Scandicci. Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Firenze hanno permesso di sequestrare reperti, tra cui un machete e un coltello con tracce di sangue vicini al corpo della vittima. L’uomo era stato identificato proprio in quella zona, mentre aizzava il suo cane, un pitbull, contro i passanti e lo faceva in forte stato di alterazione – causa per cui era stato portato in ospedale dove si trova piantonato dopo il fermo con l’accusa di omicidio volontario.
In quella orrenda terra di nessuno abbandonata a se stessa, ma di proprietà del comune di Scandicci, è stato trovato quel che restava del corpo della donna vegliato dal cane che gli faceva da guardia, impedendo ai soccoriitori di avvicinarsi. Ad accorgersi dell’omicidio, un senzatetto anche lui frequentatore di quest’area che il comune di Scandicci “sogna” come parco delle biodiversità ma che da tempo, nonostante moltissime segnalazioni, è diventata una piccola Rogoredo in salsa scandiccese.
L’area dove è avvenuto il delitto è circoscritta a un casolare, e più precisamente a quella che sembra una tettoia esterna di una vecchia casa di campagna che si trova però in una vasta area che i residenti della zona definiscono “una città nella città” dove sopravvive un popolo di invisibili che la sera, appena sbarcati dalla tramvia, trovano rifugio in questo spazio. A due passi dal mega parcheggio di scambio autostradale Villa Costanza, dalle abitazioni e a poca distanza da due scuole superiori.
E’ interessante che il comune di Scandicci, immediatamente dopo la notizia dell’omicidio della donna, ha annunciato l’approvazione del progetto esecutivo che da settembre 2026 vedrà partire i lavori per la creazione del parco della biodiversità di oltre 12 ettari, lavori finanziati anche dalla Regione Toscana.
Forse solo nel palazzo comunale di Scandicci ignorano che quest’area, che ricordiamo essere di sua proprietà, è da moltissimi anni al centro dell’attenzione proprio per il suo stato di estremo degrado. Fra occupazioni, spaccio, balordi e risse, nel curriculum dell’ex area CNR c’è anche una violenza sessuale avvenuta nel 2024.
La speranza era che con l’acquisizione del comune qualcosa cambiasse, ma niente è cambiato, almeno finora.
Che Scandicci sia ormai preda anch’essa di un degrado notevole è noto all’amministrazione, dato che è notizia di questi giorni “il coprifuoco notturno” che vieta in centro la vendita di alcolici dopo alcuni deprecabili episodi che hanno messo a rischio la sicurezza pubblica. La sindaca Claudia Sereni ha mostrato il pugno di ferro nell’affermare che il suo “obiettivo è tutelare la qualità della vita nel centro cittadino, a beneficio di tutta la comunità”. Appunto, a quanto pare solo del centro cittadino, dato che per anni si sono dimenticati dell’area ex Cnr, salvo accorgersene solo dopo l’orribile delitto.
