Andrea Fossi ribatte: “Ho tre lauree”. FdI: “Sì, si può essere scelti anche se non si ha la tessera PD”. Esulta anche Forza Italia: “Profili giusti e approccio manageriale, basta sperperi nella cultura”.
In questi giorni sono stati nominati alcuni componenti dei Consigli d’amministrazione dei Musei Fiorentini, segnatamente della Galleria dell’Accademia, del Bargello e delle Ville fiorentine. Su indicazione del Ministero della Cultura sono stati scelti Andrea Fossi (avvocato), Alessia Galdo (notaio), Chiara Mazzei (architetto). Fossi siederà nel CdA di Accademia e Bargello, Galdo e Mazzei in quello delle Ville storiche.
Subito il PD, che per decenni ha fatto incetta di nomine nella cultura, è salito sulle barricate scagliandosi contro Fossi, Galdo e Mazzei, a detta di Simona Bonafè e di Federico Gianassi, selezionati più per appartenenza che per merito. I due parlano, addirittura, di politicizzazione della cultura. Sofferenza per una destra di governo che candida, seleziona e promuove profili di livello? E, magari, riesce a selezionare e promuovere quelle donne di valore alle quali la sinistra ha sempre detto di ambire?
“È il momento di un sano ricambio e di una sana trasparenza, possibile con persone competenti che vivono del proprio lavoro”, rivendica Paolo Bambagioni della Lista Schmidt, che in questi anni si è dedicato a passare al setaccio le nomine fatte dal PD. Da ex PD, in rotta per lo scandalo del male del Forteto (ora trema il Comune di Vicchio), Bambagioni non lesina critiche: “Il PD è solito occupare ogni spazio, negli incarichi di sottogoverno, nelle partecipate, soprattutto nella cultura. Ed è stata proprio questa gestione della cultura, negli anni a guida PD, fonte di sprechi. Anche per questo – sottolinea il presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze – è giusto che ci sia ricambio, anche a Firenze”.
Interpellato dal nostro giornale, l’avv. Andrea Fossi, da sempre molto attivo nel Quartiere 5 soprattutto per le ragioni dei sorvolati di Brozzi, Peretola e Quaracchi, ci tiene a far presente: “Ho due diplomi e tre lauree. Una di queste in Giurisprudenza, sono anche cultore in Dititto del lavoro, in commissione d’esame ho avuto i professori Aldo Aranguren e Silvana Sciarra, che il Pd conosce bene essendo stata presidente della Corte Costituzionale”. “Altre due lauree magistrali con lode, il voto più basso è 30”, rivendica Fossi. “Ma si vergognino a parlare di cultura e smettano, per invidia, di criticare chi la possiede”, è l’attacco di Fossi che, alla luce del suo curriculum, siederà nel CdA di Accademia e Bargello.
Proprio dal partito di Giorgia Meloni si leva la voce di Francesco Torselli, europarlamentare, e Alessandro Draghi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che replicano: “Non è reato candidarsi con la destra e si può essere scelti per un CdA pubblico anche se non si ha la tessera del Partito Democratico. Capiamo che questo possa sembrare strano alla sinistra, ma così è, se ne facciano una ragione, si chiama democrazia”.
Dalla maggioranza in Parlamento arriva anche la stoccata di Erica Mazzetti, deputata pratese di Forza Italia: “Non mi basterebbe una legislatura intera, se dovessi fare un’interrogazione parlamentare per ogni nomina fatta dal Partito democratico in Toscana, a Firenze, a Prato, negli enti della cultura o nella galassia di partecipate, secondo logiche di corrente o simpatie di segreteria. Tutto è avvenuto con la massima trasparenza e le persone selezionate sono, per la prima volta, non i soliti nomi del circolino afferente PD, ma persone che, soprattutto nel settore privato, hanno dimostrato il loro valore. È giusto che ci sia ricambio, anche e soprattutto nel settore della cultura, e che nei posti giusti vadano persone con un approccio concreto e manageriale, proprio perché anche la cultura non deve essere fonte di sperperi, come per troppo tempo è stata sotto la gestione PD, ma fonte di sviluppo”.
Giovi ricordare, infine, che, quando al Ministero della Cultura sedeva non Alessandro Giuli ma Dario Franceschini, si concedevano contributi pubblici a film nemmeno mai realizzati (eclatante il caso degli 800 mila euro al “regista” Kaufmann), oltre a fare appunto incetta di nomine.
In copertina: copyright Fotocronache Germogli
