Le “Ragioni dello Spirito”. La costruzione dell’assoluto tra materia, luce e rigore formale nella nuova personale di Filippo Cigni alla Galleria d’arte La Fonderia di Firenze

L'architettura del sole II, guazzo, gomma, gesso e foglia oro su tavola, 60x90 cm_ Photo Credits Lorenzo Mennonna

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Un percorso tra vetro e metallo che indaga la dimensione metafisica dell’opera e la sua autonomia oltre l’autore

 

La Galleria d’arte La Fonderia presenta Le ragioni dello spirito, seconda mostra personale di Filippo Cigni (Firenze, 1996), in programma dal 21 febbraio al 4 aprile 2026 presso la sede di via della Fonderia. L’esposizione si inserisce nella programmazione 2026 della galleria e rappresenta un momento significativo nel percorso dell’artista, a quasi tre anni dalla sua prima personale negli stessi spazi.

La mostra riunisce circa dieci opere, tra cui un’installazione e una serie di lavori che testimoniano l’evoluzione coerente e rigorosa della sua ricerca. Il progetto mette in luce un’indagine approfondita sulla materia, sul colore e sullo spazio visivo, guidata da un interesse di natura metafisica che si traduce in un’operatività strutturata e consapevole.

Attraverso l’impiego di materiali eterogenei — vetro e metallo, quest’ultimo trattato e bruciato — l’artista sviluppa un linguaggio fondato su precisione costruttiva e controllo formale. La materia, lavorata con disciplina e rigore, diviene il luogo in cui si manifesta la sostanza dell’opera, intesa come organismo autonomo e compiuto.

Il nucleo concettuale di Le ragioni dello spirito si fonda sull’idea che lo spirituale non costituisca una forma da rappresentare, né un elemento da comporre formalmente, bensì un’esperienza che scaturisce dalla correttezza strutturale dell’opera. È nella precisione delle geometrie e nella consapevolezza della costruzione che il lavoro si rende indipendente dal proprio autore, predisponendosi ad accogliere una dimensione ulteriore.

Non esiste un “formalismo dello spirito”: il senso dell’assoluto emerge spontaneamente nel momento in cui l’opera, nella sua compiutezza, sembra ritrarsi per lasciare spazio a un’intuizione più profonda.

Ad accompagnare l’esposizione, un testo scritto dall’artista si configura come manifesto della sua ricerca, sottolineando il rapporto imprescindibile con la materia all’interno di un sistema metafisico coerente:

“…non novecentesche piazze vuote, né evaporazioni kandinskijane dalla figura alla non figura. Oltre la materia, sebbene la materia vi partecipi interamente: il quadro è telaio, tela, pietra. Ma prima: si consideri il pensiero e l’azione…”.

E ancora:

“Le Ragioni dello Spirito in sé restano imprevedibili ed inconoscibili, ma si possono avvertir gli effetti. Un gorgoglìo esistenziale, un’eco in uno spazio logico. Irreperibili nei supermarket spirituali green o nei magazzini del ‘sono spirituale a modo mio’.”

Niccolò Mannini, direttore della galleria, commenta:

“Credo molto nel lavoro di Filippo Cigni. Condividiamo una visione sul senso dell’arte e sul suo significato nella vita delle persone. La sua non è un’arte del momento, ma una visione universale. Le componenti essenziali del suo lavoro sono la luce e la materia, elementi che incarna pienamente e nei quali mi riconosco.”

Con Le ragioni dello spirito, Filippo Cigni conferma una traiettoria di ricerca autonoma e coerente, in cui l’opera diventa spazio di esperienza, luogo in cui struttura e pensiero convergono per rendere possibile l’evento dello spirito.