Già arrivano i primi manifesti… ma i fiorentini attendono di vedere i primi agenti per le strade
Sul Viale Nenni fa la sua comparsa un grande manifesto che annuncia l’arrivo della Polizia di prossimità: «Vicino a te, nel tuo quartiere». Il messaggio è rassicurante, l’immagine patinata, peccato che per molti cittadini rappresenti soprattutto l’ennesima campagna di comunicazione a fronte di problemi concreti e persistenti.
Il Comune di Firenze ha lanciato a maggio 2026 un servizio sperimentale di Polizia Locale di prossimità, che prevede la presenza di 80 agenti dedicati con pattuglie a piedi nei quartieri più critici. L’iniziativa, presentata come evoluzione del vecchio “Vigile di quartiere”, si avvale di una cabina di regia intersettoriale tra Sociale, Ambiente, Mobilità e Quartieri e punta su interventi programmati, dialogo con residenti, commercianti e scuole, oltre a un monitoraggio più capillare di aree verdi, mercati e sottopassi. Zone interessate includono parti del Quartiere 2 come via Gioberti, giardini di viale Fanti e Malta, Mercato delle Cure, il Quartiere 4 con Lungarno Santa Rosa e zone Talenti-Batoni, oltre a varie aree sensibili degli altri quartieri.
Fin qui tutto bene. Il dubbio però resta sostanziale e viene condiviso da una parte crescente di fiorentini: è sufficiente? O si tratta principalmente di un’operazione di facciata? Perché è legittimo chiedersi quante risorse umane reali sono state aggiunte rispetto al fabbisogno effettivo, e perché a pochi giorni dal lancio l’elemento più visibile resta un cartellone pubblicitario di grandi dimensioni, piuttosto che una presenza visibile e costante degli agenti stessi sui marciapiedi.
Firenze continua a registrare segnalazioni croniche di spaccio a cielo aperto soprattutto nelle Cascine ma non solo, degrado urbano, furti e microcriminalità in diverse zone periferiche e semicentrali. Le proteste e i presidi dei comitati di quartiere non sono diminuiti e molti residenti denunciano di non percepire ancora un cambiamento tangibile nella sicurezza quotidiana. L’amministrazione ha il diritto e il dovere di comunicare le proprie iniziative, ma non è mai un buon segno quando la comunicazione diventa preponderante rispetto all’azione visibile sul territorio.
Un manifesto da migliaia di euro può essere utile, ma non sostituisce agenti in strada, illuminazione adeguata, manutenzione degli spazi pubblici e repressione mirata dello spaccio. La sicurezza non si misura con il numero di manifesti, ma con la percezione di sicurezza dei cittadini e con i dati oggettivi: denunce, arresti, riduzione delle zone critiche. Su questi fronti i fiorentini attendono ancora risultati concreti e misurabili, non solo slogan seppur ben fotografati. La Polizia di prossimità può essere un passo nella direzione giusta, purché non resti un progetto sperimentale di breve durata o un esercizio di comunicazione.
