Trasferiti in 270 dallo studentato-carcere: non andrà così bene per i pendolari su Ponte al Pino. A San Gallo si lotta ancora contro la speculazione. La Firenze sui giornali di sabato 23 maggio

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Procedono in parallelo le storie degli attivisti rimpatriati da Israele (altri dettagli della prigionia, non meno inquietanti, sono stati rivelati sulle pagine di Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze sempre da Antonella Bundu e Dario Salvetti) e degli studenti costretti al ricollocamento forzato dal malfunzionamento delle strutture del “Calamandrei”: rimasti senza poter usare nemmeno i bagni per 8 giorni, in 268 (secondo La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, 270 secondo il Corriere Fiorentino) sono stati suddivisi tra quattro strutture: la Residenza Caponnetto a Novoli, lo studentato della Fondazione CEUR in via Pietrapiana, le strutture dell’Aparto Student tra via Panciatichi e la Manifattura Tabacchi e altri quattro, più fortunati, si sposteranno semplicemente nell’edificio accanto, il CampusX. Proprio su uno dei servizi ivi mancanti, l’acqua, si consuma un altro episodio dello scontro tra ACEA e Plures sul passaggio delle quote, che La Repubblica Firenze ipotizza rifletterne uno tra i sindaci piddini di Firenze e Roma: secondo ACEA, infatti, non sarebbe ancora esecutiva la sentenza di primo grado che la obbligherebbe alla cessione della partecipazione. Analoga lotta continua, ma nelle strade e nelle piazze, in San Gallo, da dove le rivendicazioni dei residenti giungono in Consiglio comunale tramite il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune), il quale ha fatto presente come, nonostante i 12.24 metri di distanza tra il nuovo blocco dell’ex ospedale militare e gli edifici residenziali adiacenti sia di 2.24 m superiore al minimo consentito per legge, permangono il «caos tecnico» e il «problema politico» che in ultima analisi si riconducono alla questione dell’effettiva considerazione della vivibilità della zona: ne ha parlato un trafiletto del Tirreno Firenze. In Piazza della Repubblica, riporta La Nazione Firenze, sei gazebo imprigionano, come in un cordone sanitario, la Vineria del Re, rendendola praticamente invisibile e causandole un crollo verticale degli incassi: il suo titolare conta un -80% in cinque mesi, per un totale di 60.000€ andati in fumo. Il Comune, nel frattempo, finge di preoccuparsi delle attività di piazza Beccaria, promettendo un cronoprogramma che vedrebbe i lavori terminare in ottobre con tanto di piantumazione di «alberi di sette metri»; da lunedì, ricordano Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze come il Savonarola di Non ci resta che piangere, che lunedì partirà la tregenda dei tre mesi e mezzo di caos e chiusure sul Ponte al Pino, che colpirà in egual misura conducenti e pedoni obbligando a passare chi da via Masaccio, chi dal ponte della stazione di Campo di Marte. In Regione tiene infine ancora banco il caso Scaramelli, di cui Fratelli d’Italia contesta la titolazione all’«indennità lampo» prima ancora di entrare effettivamente in carica. Quando vogliono, allora, sanno essere veloci. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli