Ciò che non prende con le multe… lo prende con i soldi “di tutti”
“Siamo alle solite”. Così inizia, ancora una volta, l’esposizione della delibera da parte dell’assessore delegato Giorgio sui debiti fuori bilancio discussa in Consiglio comunale. Una dimostrazione evidente di come, settimana dopo settimana, il Comune sia costretto a mettere mano al portafoglio per pagare le cause perse, spesso a causa di criticità amministrative che potrebbero e dovrebbero essere prevenute.
Al centro della delibera ci sono le sanzioni per eccesso di velocità annullate dai Giudici di Pace perché rilevate con autovelox non omologati o non correttamente tarati. Una criticità tutt’altro che formale: senza omologazione i dispositivi non possono produrre prove valide e le sanzioni risultano illegittime. Lo chiarisce anche il Regolamento di attuazione del Codice della Strada, che distingue nettamente tra “approvazione” e “omologazione”.
Ogni verbale annullato non comporta solo la perdita della multa, ma anche il pagamento delle spese di soccombenza e l’impiego di risorse pubbliche, finendo così per intasare ulteriormente il carico di lavoro dei tribunali, degli uffici amministrativi e dello stesso Consiglio comunale, chiamato a sanare debiti che derivano da errori evitabili.
Sul tema è intervenuto in aula il capogruppo del Movimento cinque Stelle Lorenzo Masi, richiamando anche le criticità legate ai controlli sugli accessi alle ZTL. “In diversi procedimenti recenti, i ricorsi sono stati accolti – spiega una nota – non perché la violazione non fosse avvenuta, ma perché la prova fotografica prodotta dal Comune era insufficiente, limitata alla sola immagine della targa”.
La giurisprudenza è chiara: la rilevazione deve documentare l’intero evento. “In mancanza di prove adeguate, il Comune perde i ricorsi e continua a generare debiti fuori bilancio”, sottolinea Masi.

Per questo il capogruppo Masi chiede “verifiche immediate su omologazione e taratura dei dispositivi, l’adeguamento tecnologico degli impianti ZTL e lo stanziamento di risorse dedicate in bilancio, per evitare di continuare a pagare, con soldi pubblici, errori amministrativi del tutto evitabili”.
