“Partiamo da una questione di genere, perché non sappiamo se un uomo avrebbe ricevuto lo stesso trattamento. La prima Sindaca donna di Firenze si ritrova ad avere due figure maschili che continuano a parlare come se governassero loro la Città: l’eurodeputato Dario Nardella si aggiunge oggi alle frequenti incursioni del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Lo fa rivendicando tutto e chiarendo che nessuna svolta urbanistica può essere messa in discussione. Il modo in cui sceglie di esprimersi è grave. Parla solo ad un pezzo di Città: ignora chi non ha neanche la possibilità di accedere ai meccanismi della rendita. In sostanza dice che se non si hanno i soldi per investire, non si può avere un ruolo nello sviluppo del territorio”. Così Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, dopo le parole dell’ex sindaco Dario Nardella.
“Una politica che quindi dipende unicamente dalle imprese: ma la sinistra nasce per stare dalla parte delle classi sfruttate e lavoratrici”, aggiunge.
“Il povero Savonarola poi è citato in modo ingeneroso. Capiamo che al Partito Democratico piaccia la Firenze dei signori rinascimentali. Forse invidiano anche chi ha titoli nobiliari, nella più classica delle storie europee, con lo scontro tra borghesia e aristocrazia”.
“Ma c’è anche un altro pezzo di realtà – prosegue Palagi -. Che questa Giunta non vuole vedere, come quelle prima. Chi vive del suo salario. E che avrebbe diritto a decidere come vedere trasformata la sua città attraverso la politica: che altrimenti si limita a mettere al massimo qualche paletto a chi ha alta capacità di spesa”.
“Ma è per questo che l’Assessora all’urbanistica non va in San Gallo? Si esce dal Palazzo solo su invito di Fondazione Cassa di Risparmio e grandi fondi di investimento?”, si domanda.
