Nardella si atteggia a cummenda, ma rischiano 15.000 imprese e 110.000 posti di lavoro. Stangata anche per le famiglie. La Firenze sui giornali di giovedì 19 marzo

GERMOGLI PH: 25 GENNAIO 2025 FIRENZE INAUGURAZIONE NUOVA LINEA T2 DELLA TRAMVIA FRA PIAZZA DELLA LIBERTA' E PIAZZA SAN MARCO NELLA FOTO ANDREA GIORGIO SARA FUNARO DARIO NARDELLA EUGENIO GIANI

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Curiosa sincronia, che nel giorno del presidio contro la vendita della sede RAI, in programma per oggi alle 15 e pubblicizzato da La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, l’ex sindaco Nardella sia comparso sulle pagine della prima in un’intervista nella quale ha attaccato i comitati in lotta contro la svendita del patrimonio pubblico cittadino, asserendo, come un qualsiasi liberale di destra, che «chi investe porta lavoro». Qualcuno forse non gli ha spiegato, al netto di ogni altra considerazione politica o etica che si possa fare, che per investire servono anzitutto i soldi, che invece mancano sia alle imprese che alle famiglie: la stangata da 800 euro in bolletta preannunciata da uno studio IRPET citato su La Nazione Firenze quasi impallidisce di fronte alle 15.000 imprese nel settore energetico (La Repubblica Firenze) e ai 110-111.000 posti di lavoro (Corriere Fiorentino, Il Tirreno) a rischio a causa della guerra in Medio Oriente e che rischiano di riversarsi in termini di aumento dell’inflazione e abbassamento del PIL su tutta l’economia toscana. Gli unici investimenti che arrivano sono quelli per strada: già disposta l’autopsia sul cadavere del ciclista investito l’altro ieri in viale Gramsci, il caso ha propiziato un’inchiesta de La Nazione Firenze, autrice dell’aggiornamento, una cui giornalista si è cimentata in un giro in bicicletta tra «nervi tesi, caos e polvere» e soprattutto «auto che sfiorano, ciclabili interrotte e attraversamenti ciechi», giungendo alla conclusione che a Firenze anche «pedalare diventa un’impresa impossibile». Ha seguito, è proprio il caso di dirlo, a ruota La Repubblica Firenze con un analogo tour di prova tra piazza della Libertà e Gavinana: 14 chilometri anch’essi «tra cantieri, slalom e strettoie» e la testimonianza di un rider che impiega ovviamente più tempo da quando ci sono i lavori, trovandosi tuttavia, talvolta, addirittura cancellati gli ordini dalla piattaforma stessa; trattandosi però di Repubblica, non poteva mancare quello spolvero di propaganda sulla «necessità» della tranvia e di quanto «bisogna stringere i denti», certo quantomeno finché non ci se li rompe sull’asfalto. Molto meno servili e accondiscendenti i residenti d’Oltrarno, dei quali il Corriere Fiorentino riporta la «ribellione alla mangiatoia» e autodefinitisi «invasi e multati» per l’anarchia delle soste selvagge che infuria non appena viene meno la ZTL. È arrivato intanto uno stop all’estensione della panineria a cielo aperto in via de’ Neri e in San Lorenzo: La Nazione Firenze informa dell’interruzione alla concessione di nuove licenze per le attività di somministrazione. Su San Gallo l’assessore Biti cerca di manipolare fatti e percezioni, fingendosi «dispiaciuta» che i comitati «abbiano rifiutato» il suo invito a cort…pardon, a Palazzo Vecchio. Ma se le bugie hanno le gambe corte, quelle del PD sono affette da agenesia completa: il comitato cittadino ha diffuso la mail nella quale, come peraltro già noto su tutte le testate cittadine, l’assessore e altri esponenti della giunta, sindachessa compresa, erano stati invitati direttamente nelle case. Il Tirreno Firenze ha riportato senza veli la figuraccia di Biti, La Nazione Firenze ha smussato parecchio gli angoli limitandosi a parlare del «braccio di ferro sull’incontro». A proposito di comitati, il Corriere Fiorentino ha ricordato come quello di Pilotaggio, sotto le insegne dell’UNESCO, fosse stato in realtà costituito nel 2007, seppur solo ora chiamato in causa da Funaro. Sempre più cittadini, oltre che al malaffare urbanistico, insorgono anche contro la delinquenza ormai imperante: a Novoli, apprendiamo dalle stesse due ultime testate qui citate, il furto di una borsa ai danni di una 30enne è stato sventato con annesso pestaggio di un membro della banda dei malfattori, riuscita per il momento a dileguarsi, ma la stessa azione ha ripetutamente preso di mira un 14enne tra il 2024 e il 2025 ad opera di una baby gang capeggiata da un 21enne albanese, ora condannato perché il ragazzino trovò finalmente la forza e il coraggio di denunciare i soprusi: la vicenda ci perviene dalle pagine del Tirreno Firenze, tra le quali si viene a conoscenza anche di un’impresa della Finanza che in un anno ha comminato 31 misure personali, anche antimafia, che hanno portato, tra arresti e sequestri di droga, denaro e auto di lusso, a colpire «le ricchezze dei clan in città»: ribadiamo, sempre da queste colonne, la necessità di un’indagine a fondo sulla reale penetrazione mafiosa nella nostra città in questi ultimi anni. Per l’inchiesta sui ristoranti irregolari («soldi in nero dietro l’acquisto di locali in centro», spiega il Corriere Fiorentino) sono stati chiesti «tre rinvii a giudizio» e «archiviati altri undici indagati», e vi è coinvolta persino la moglie dell’ex centrocampista di Roma e Juventus Miralem Pjanić, non indagato, per la costruzione di un appartamento a Dubai. Si chiude invece uno dei fronti dell’inchiesta di Prato alla base del caso Cocci, che vede accusato il vicepresidente del Consiglio comunale empolese, Andrea Poggianti, il quale tuttavia, come dà conto La Repubblica Firenze in un non chiarissimo articolo, nega ogni accusa, in una vicenda nella quale, ancora, l’ombra massonica non è stata né chiaramente delineata né allontanata. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli