‘Ndrine all’attacco?

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Il livello di tensione in Italia è innegabilmente in crescita: blocchi dei trasporti al Sud, vetrine infrante a Milano, episodi di furia distruttrice giovanile in Toscana, come a Castelfiorentino. Chi c’è dietro questa ondata di violenza e perché la rabbia detona proprio ora?

C’è chi chiama in causa la Cina e la pervasività di TikTok, per qualcuno è colpa della guerra ibrida della Russia, chi punta il dito – come sempre – sugli Stati Uniti, chi vede un disegno congiunto di tutti questi attori. C’è una regia occulta internazionale?

Proviamo a considerare un’ipotesi diversa, meno esterofila e più endogena: che questa tensione sia correlata a vicende che questo giornale ha raccontato negli ultimi mesi. La Commissione d’inchiesta parlamentare sul Covid e i protocolli anti-biocontaminazione, il dossier MPS e l’operazione Hydra, gli intrecci di interessi illeciti che legano la Calabria alla Toscana, a partire dal business dei rifiuti.

Il governo attuale rivendica una volontà di ripristino della legalità dopo la stagione dell’illegalità – anche formale – del 2020, segnata dall’esecutivo guidato da Giuseppe Conte con M5S e PD.

Come noto, oggi, esiste almeno una corrente del PD che vorrebbe emanciparsi dal Movimento Cinque Stelle o, comunque, che mal sopporta lo schiacciamento sul partito di Conte e sulle sue posizioni, in politica interna e circa l’allineamento internazionale.

Potrebbe esserci un’organizzazione criminale, con base soprattutto in Calabria, dietro queste proteste? Chi ha una forza tale da bloccare gli autotrasportatori e, al tempo stesso, sostenerli economicamente mentre non lavorano?

È evidente che una simile organizzazione, la ‘ndrangheta, si è infiltrata in vari centri di potere. È mai possibile ignorare la sua infiltrazione in organizzazioni che, nella storia d’Italia e della Toscana, hanno avuto un peso rilevante, ovvero la Massoneria, come dimostrano le travagliate vicende del Grande Oriente d’Italia e svariate inchieste locali?

Ed è altrettanto noto che anche realtà nobili e sostanzialmente candide (al netto di alcune opacità risolvibili forse con un commissariamento) come la Confederazione delle Misericordie, operando in Calabria, sono state aggredite e vessate, come dimostrano le vicende di Isola Capo Rizzuto.

A ciò si aggiunge un fronte che tenta di impedire che venga fatta chiarezza su quella stagione. Un pezzo di stampa (Repubblica e Domani che deliberatamente deridono il lavoro delle Commissioni d’inchiesta su David Rossi e sul Covid), una parte del PD (il cosiddetto PD 2020), l’intero M5S. Tutto inizia a essere più chiaro?

In qualche modo sì, perché la pandemia ha permesso di salvare MPS, oltre a giustificare scelte discutibili come il Superbonus – si veda il caso Lamioni a Grosseto – e il Reddito di Cittadinanza.

Un’emergenza gestibile con norme già esistenti, come i protocolli contro la biocontaminazione (redatti dieci anni prima della pandemia da Tarchiani e Lombardi), se a comandare non ci fosse stato lui, l’avvocato.

La rabbia di chi fomenta il caos è dovuta anche al ritorno alla legge elettorale proporzionale? Del resto, il maggioritario potrebbe aver permesso a dette organizzazioni di meglio indirizzare voti e interessi.

Seguiremo gli sviluppi.