Chi ironizzava sull’opposizione del cosiddetto “comitato dei nobili” (ma Budini Gattai, già intervistato dal nostro direttore, ribadisce a La Repubblica Firenze le ragioni e la realtà di questo comitato, in realtà aperto a tutti) riscoprendosi capopopolo proletario, sicuramente avrà provato imbarazzo all’apprendere che i suoi illustri predecessori si sono schierati sulle stesse posizioni: nomi di punta della fu giunta Primicerio, come Cecchi, Paderi e Geddes, si sono espressi contro la speculazione edilizia oggi simboleggiata dagli scempi del cubo nero (per il quale, a proposito, nelle indagini sono finiti anche manager e tecnici privati, ci informa La Nazione Firenze) e del progetto di trasformazione dell’ex OGR. La notizia, riportata dal Tirreno Firenze, trova echi nelle divergenze non tra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età, ma tra gli stessi residenti di via Mariti: alcuni identificano nella sporcizia e nel degrado il problema del verde ivi presente, altri non vogliono proseguire nella cementificazione per via della spersonalizzazione di un quartiere dove già hanno chiuso piccole attività, dalla Conad al gelataio, e dove prima, contrariamente a ora, «si conoscevano tutti» (Corriere Fiorentino). Una contraddizione in seno al popolo che tuttavia viene facilmente messa in ombra dalla scioccante rivelazione, all’antivigilia del secondo anniversario della strage e pervenutaci tramite La Repubblica Firenze e Il Tirreno Firenze, per la quale la trave «non poteva reggere» per insufficienza di ferro. Un particolare inquietante, se, passando a La Nazione Firenze, ci tocca constatare che l’ennesima variante del cantiere-colabrodo dell’Artemio Frankenstein vedrà l’installazione nientepopodimeno che di «travi light» in corrispondenza della Curva Fiesole. E mentre si promettono altri 4.6 milioni di euro per «finire prima» (cioè con meno ritardo) i lavori in piazza Beccaria, Gavinana oltre agli introiti dei commercianti vedrà una sensibile diminuzione dei posteggi sempre a causa dei cantieri. Abbiamo poi la scoperta di altri 55 affitti brevi irregolari, che costringono ora l’allarmata sindachessa a chiedere «un patto» con «categorie, proprietari, agenti immobiliari, amministratori di condominio», insomma, col diavolo e suo figlio, pur di mettere una pezza a una situazione ormai oggettivamente ingestibile. Chiari sono, in proposito, i resoconti non solo della fin qui citata La Nazione Firenze, ma anche dei colleghi nostrani di Repubblica. Fanno da contraltare le ZCS dove S sta evidentemente per “Sceriffo”, che intanto puniscono, poi si vedrà: e infatti, alle 500 segnalazioni in dieci minuti contate su La Nazione Firenze fa seguito un altro articolo in cui si specifica che 80 multe al giorno vengono mediamente annullate. Disuguaglianze, dunque, non solo “comparatistiche” e in linea di principio, ma anche economiche: un’inchiesta della branca toscana di Fratelli d’Italia pubblicata sul Tirreno fa luce sull’«ingiustizia» delle condizioni svantaggiate degli studenti di periferia, anche da un punto di vista logistico, su cui si sofferma anche la sociologa Rita Banchieri dell’Università di Pisa, che, intervistata dalla stessa testata, esorta a intervenire anzitutto sulle «barriere culturali» delle famiglie d’origine. Restando nel campo del centrodestra, informa il Corriere Fiorentino che Tommaso Villa, ex Lega, è stato nominato responsabile regionale di Futuro Nazionale. (JCM)
