Il mercato di Novoli è stato trasferito in viale Guidoni il 3 febbraio 2025 e da allora il calendario dei lavori è slittato più volte. Sinistra Progetto Comune chiede alla Giunta di chiarire pubblicamente i tempi e di non lasciare gli operatori senza agevolazioni negli ultimi mesi fuori sede
Il mercato rionale della Bizzarria, a Novoli, è fuori dalla sua piazza dal 3 febbraio 2025 e, a venti mesi dal trasferimento, il ritorno nella sede originaria resta senza una data certa. È questo il nodo sollevato da Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, e Thomas Maerten, esponente di SPC al Quartiere 5, dopo le risposte fornite l’8 ottobre dall’assessore Giorgio alle due interrogazioni depositate ad agosto. Il problema non è soltanto il protrarsi dei lavori, ma anche la difficoltà di capire quando finiranno: gli atti ufficiali riportano infatti due scadenze differenti.
Una nota degli uffici del 30 novembre 2025, richiamata dalla delibera di Giunta 45 del 19 febbraio 2026, indicava l’area come indisponibile fino a «dicembre 2026 (fine lavori presumibile)». Il contratto con la nuova impresa racconta invece una tempistica più lunga: i lavori sono stati consegnati il 26 gennaio 2026, con 390 giorni previsti per completarli, termine che porta al 20 febbraio 2027. Una differenza tutt’altro che marginale per gli operatori che continuano a lavorare lontano dalla piazza.
A rendere ancora più evidente lo slittamento è la successione delle previsioni iniziali: prima la conclusione era stata annunciata per la primavera del 2024 (sic!), mentre nel marzo 2025, rispondendo a una precedente interrogazione, il Comune indicava «13 mesi dalla consegna», con termine previsto a febbraio 2026. Adesso l’orizzonte temporale si spinge molto più avanti rispetto alle prime previsioni. Nel frattempo, a settembre, il Quartiere 5 aveva definito i lavori «in stato avanzato» nel parere sul Documento unico di programmazione. Resta inoltre aperta una causa civile intentata contro il Comune da una delle imprese appartenenti al primo raggruppamento, dopo la vicenda del precedente appalto.
Sul fronte economico, Palazzo Vecchio ha riconosciuto le conseguenze del trasferimento, disponendo con la delibera 45 una riduzione del 50% del canone per gli operatori del mercato. La stessa amministrazione ha motivato la misura ammettendo che lo spostamento in viale Guidoni «ha comunque arrecato disagio agli operatori economici e alla cittadinanza». Il punto contestato da SPC è però la durata limitata dello sconto, previsto soltanto per «le annualità 2025 e 2026».
Se il termine contrattuale dei lavori dovesse essere quello di febbraio 2027, gli ultimi mesi di permanenza fuori dalla sede originaria rischierebbero di ricadere in un periodo non coperto dall’agevolazione. Da qui la richiesta rivolta alla sindaca e alla Giunta: estendere immediatamente la riduzione del canone fino al rientro effettivo in piazza, evitando che il protrarsi dei lavori si traduca in ulteriori costi per gli operatori. Palagi e Maerten chiedono inoltre una risposta pubblica e politicamente chiara sulla data prevista per il ritorno del mercato nella sua sede originaria.
Un altro interrogativo riguarda le condizioni di lavoro nel cantiere. Secondo i due esponenti di SPC, le risposte ricevute su questo aspetto sono rimaste generiche, nonostante la nuova impresa stia eseguendo i lavori applicando il ribasso del 21% formulato dal primo aggiudicatario, mentre in gara aveva presentato un’offerta con un ribasso del 10%. Un elemento sul quale il gruppo chiede maggiore chiarezza, mentre il cantiere procede e gli operatori attendono di sapere quando potranno tornare alla normalità.



