In piazza dell’Olio un’attività che vende pacchi sigillati a peso accende il dibattito su legalità, decoro urbano e compatibilità con i vincoli UNESCO. Draghi (FdI) annuncia un’interrogazione
Un banner di plastica all’ingresso, pacchi accatastati e una promessa implicita che assomiglia più a una lotteria che a una transazione: in piazza dell’Olio esplode il caso del negozio che vende “pacchi Amazon mai aperti” a peso, proprio nel cuore dell’area UNESCO.
“Può un negozio esporre uno striscione all’ingresso per annunciare la vendita, a peso, di pacchi Amazon mai aperti? E per di più in pieno centro UNESCO?”, incalza il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi, che annuncia un’interrogazione formale per chiarire se l’attività sia conforme alle regole urbanistiche e commerciali vigenti, inclusa la coerenza con il codice ATECO.
Il punto, tuttavia, non è soltanto burocratico: la natura stessa dell’offerta solleva interrogativi più profondi sul confine tra commercio e azzardo. “È quello che vogliamo capire, perché a nostro parere la liceità di questo tipo di attività ci pare molto dubbia. Il cliente in questo caso, più che acquistare, fa una scommessa sul fatto che il pacco contenga un oggetto di valore. A noi pare una forma di gambling bella e buona”, prosegue Draghi, spostando il dibattito su un piano etico oltre che normativo. Da qui la richiesta pressante: “Ci aspettiamo che l’amministrazione comunale effettui quanto prima le dovute verifiche”.
