Un mero trofeo da esporre per ostentare una pretesa e sedicente “superiorità culturale e morale” nei confronti dell’avversario: queste sono le comunità straniere per il PD. Nella giungla funariana chiamata per brevità “Firenze” abbiamo ancora 24 profughi palestinesi ancora, dopo nove mesi, confinati in quel centro accoglienza in via Caccini che doveva essere una «sistemazione temporanea, per permettere ai bambini palestinesi curati al Meyer di riabbracciarsi» (puntuale la sintesi di Repubblica Firenze, che ha riportato la notizia più in dettaglio dei colleghi della sezione nostrana della Nazione) senza che sia stata trovata quella «soluzione abitativa dignitosa» che sarebbe dovuta essere primo pensiero della giunta, se gli esuli non fossero stati accolti per mero palwashing di propaganda. Ma dell’anarchia totale in cui versa, invece, il centro storico, ha fatto le spese anche un membro della laboriosa comunità cinese: una ragazza di 29 anni appena uscita dal ristorante in cui lavora è stata strattonata e accoltellata alla schiena da due «sconosciuti» (descritti come «di origine nordafricana» nella ricostruzione del Corriere Fiorentino, un particolare omesso nell’articolo in tema di Repubblica Firenze, che però lega la vicenda a un fatto analogo occorso giovedì sera in via Alfieri, ma senza furto annesso, e in quello della Nazione Firenze, in cui però si sottolinea il sesso degli aggressori: «uomini») per derubarla del portafogli. Le forze dell’ordine, nel frattempo, si sono concentrate in un’offensiva contro i «souvenir volgari», anche se, specifica sempre nel titolo La Nazione Firenze, «il lato B del David è sul sito dei musei»: difficile, però, che vengano comminate anche a loro le stesse multe inflitte ai piccoli negozianti, giunte fino a 160€ in alcuni casi e tutte con corrispettivo obbligo di ritirare la merce dagli scaffali. Per quanto sia oggettivamente degradante la loro vista, pur se tutt’altro che recente, si conferma l’essenza della protervia e della prepotenza della giunta Funaro, forte coi deboli e debole coi forti. Di soldi, tuttavia, essa ha certamente bisogno: la stessa testata informa del «rischio» che corrono i lavori per la linea 4.2 della tranvia, con l’amministrazione a cercare un «dialogo col Ministero» poiché senza proroghe (i lavori dovrebbero concludersi entro giugno) salterebbero i fondi del PNRR. Più critico della situazione di questi ultimi due giorni coi cantieri di Ponte al Pino, il quotidiano di Agnese Pini, che a denti stretti ammette quei disagi alla circolazione che La Repubblica Firenze e il Corriere Fiorentino hanno invece negato; si pone tuttavia l’accento su quelli, ancor più pesanti ed estesi, che i 100 giorni di blocco causeranno a luglio, con la fine definitiva dei lavori prevista solamente per settembre. Significativo il titolo in tema della sezione cittadina del Tirreno: «Firenze rallenta l’Italia». E mentre chiuderà ancora pure il Lungarno Serristori per gli ennesimi lavori di Publiacqua (Corriere Fiorentino), è arrivato ufficialmente l’esposto dei comitati contro i «birilloni» in San Gallo: già raccolte 114 firme, il documento si concentra sui disagi dei cittadini «murati in casa» e privati della luce solare, poiché le due torri «bloccano aria e luce» e «offuscano le finestre» delle abitazioni circostanti; è stata inoltre rilevata, nel cantiere, l’anomalia di un’altezza dei cubi superiore di 10 metri rispetto agli altri palazzi. Tale la sintesi di Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, a ulteriore dimostrazione della totale libertà beneficiante, in questa città, solo chi se lo può permettere. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli

