“A noi una richiesta di cambio del progetto vincitore, mai formalizzata con atto amministrativo”
Libertà Entertainment Srl prende atto “con forte amarezza ed incredulità” della decisione del Comune di Firenze di procedere con la revoca dell’aggiudicazione relativa al progetto di valorizzazione del Parterre: la società, si legge in una nota, impugnerà il provvedimento davanti al Tar e inoltre agirà in giudizio per ottenere il risarcimento del danno subito, “quantificato in via preliminare per circa 3 milioni di euro tra le spese sostenute dalla società in questi anni per progettazioni, consulenze tecniche, economico-finanziarie e legali (danno emergente), il mancato guadagno derivante dalla perdita della concessione, e le opportunità di altri investimenti svaniti a causa dell’immobilizzazione di risorse e del blocco di alternative concrete”.
“Riteniamo che la decisione del Comune – spiega l’imprenditore e Project Manager della Libertà Entertainment Giovanni Fittante – oltre che illegittima, sia ingiustificata, contraddittoria e gravemente lesiva degli interessi della città e, naturalmente, della società”.
Da parte di Libertà Entertainment Srl c’è “piena fiducia” nell’esito del giudizio del Tar, alla luce di una serie di elementi oggettivi e documentati che dimostrano “la correttezza dell’operato della società e l’inerzia e le contraddittorie procedure dell’amministrazione”.
Il progetto di Libertà Entertainment – unico partecipante e aggiudicatario della procedura pubblica – prevedeva un intervento interamente finanziato da capitali privati, senza oneri per l’ente e con evidenti vantaggi per la città e l’amministrazione, con la struttura costruita che sarebbe rimasta di proprietà del Comune. Si prevedeva un canone molto oneroso, di circa 1,4 milioni di euro a favore del Comune e, inoltre, almeno 10 giornate gratuite di eventi pubblici. Si trattava di un’iniziativa innovativa che avrebbe trasformato il Parterre in uno spazio polifunzionale immersivo e inclusivo dedicato alla cultura, all’arte, alla musica dal vivo e alla socialità: concerti e spettacoli teatrali all’aperto, mostre temporanee, presentazioni letterarie, laboratori creativi, proiezioni cinematografiche, e un’offerta integrata di somministrazione di alimenti e bevande. Si prevedevano inoltre eventi, sfilate di moda nello stile del Fuori Salone di Milano, con la possibile collaborazione con l’Ente Fiera per la promozione e la gestione degli eventi, creando così un polo culturale dinamico e multifunzionale, capace di attrarre un pubblico ampio e diversificato. In Sostanza un teatro culturale di eventi innovativo e polifunzionale.
Nonostante la costante e documentata disponibilità della società alla stipula della concessione (ribadita in numerose Pec e controdeduzioni), l’amministrazione ha mantenuto per mesi un “incomprensibile silenzio procedimentale” su chiarimenti essenziali, per poi avanzare una richiesta di cambio del progetto vincitore, estranea al bando e mai formalizzata con atto amministrativo trasparente. “Una richiesta che ha reso di fatto indeterminato l’oggetto stesso della concessione, rendendo giuridicamente e tecnicamente complicato e contorto il procedimento”, si spiega. Da qui i relativi e conseguenti problemi dei ritardi dell’Amministrazione comunale.
Tutto è puntualmente documentato: comunicazioni ufficiali, richieste, silenzi e rinvii dell’amministrazione sono agli atti. Basta un semplice accesso agli atti per capire come si sono realmente svolti i fatti e verificare che la società è sempre stata pronta a firmare la concessione. Le difficoltà non sono mai dipese dalla società, ma dalle scelte, dalle inerzie e dal costante silenzio dell’amministrazione, culminate – ribadiamo – nell’anomala richiesta di cambiare il progetto vincitore del bando, richiesta non prevista dalle regole di gara e mai formalizzata con atto amministrativo trasparente e, soprattutto, chiaro.
Nelle controdeduzioni presentate lo scorso 7 gennaio dai nostri legali, la società, facendo un ulteriore sforzo di collaborazione fattiva, aveva scelto ancora una volta la strada della responsabilità e della disponibilità, “offrendo di mantenere ferma l’aggiudicazione e firmare entro il 31 marzo 2026, chiedendo unicamente l’archiviazione del procedimento di revoca e una posizione formale e trasparente sul progetto (approvazione o indicazioni precise di adeguamento)”.
“Un’apertura significativa, rimasta priva di riscontro, che rende ancora più incomprensibile la decisione finale di interrompere il percorso”, spiega Fittante.
La società non arretrerà di un millimetro e tutelerà con forza e determinazione i propri diritti e interessi in tutte le sedi opportune e competenti, nonché in tutti i gradi di giudizio.
