Partono le indagini sul cubo nero, 10 a processo, opposizioni alla riscossa: prime crepe nella junta Funaro? La Firenze sui giornali di sabato 7 febbraio

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Mentre la Regione tenta di arrestare il declino concreto di una situazione sempre più fuori controllo intervenendo a gamba tesa e “blindando” la sede RAI (La Repubblica Firenze), a Palazzo Vecchio è esploso un bubbone che in queste ore sta facendo tremare Funaro & Co.: falso ideologico, abuso edilizio e violazione del Testo Unico del Paesaggio sono i tre reati che, come spade di Damocle, sono piombati tra capo e collo a dieci fra tecnici e dirigenti di commissione paesaggio, settore urbanistico e Soprintendenza dell’epoca in cui partirono i lavori del “cubo nero”. Nonostante i magnificenti progetti di Renzi di trasformare l’ex sede del Maggio Musicale in una «struttura ricettiva e commerciale», essa è rimasta abbandonata e solo abbrutita da un’installazione non concordata nel progetto originario, imponendosi su una piazza che, con altrettanta magniloquenza promessa ai cittadini per la riabilitazione di una zona degradata, vede per ironia della sorte soltanto consumatori di crack insieme a pochi e occasionali turisti di passaggio. Persino il Corriere Fiorentino non ha potuto fare a meno di dedicare un trafiletto a una sola domanda: c’è stato l’incontro della sindachessa con la soprintendente e la proprietà del cubo? Dopo cinque mesi, il quesito è ancora inevaso. Più celeri le indagini, che La Nazione Firenze afferma partire la prossima settimana, insieme a un articolo che ricostruisce il decadimento del palazzo «da icona della cultura a tempio del lusso» e a un altro che fa luce sui costi di fruizione («Fino a mille euro a notte e servizi esclusivi»). La Repubblica Firenze invece trasuda del sentimento di gioia e rivalsa delle opposizioni, dalla Lista Schmidt al Comitato Salviamo Firenze: il consigliere Sabatini parla di «resa dei conti», il suo omonimo Torelli rilancia la proposta della moratoria urbanistica e allarga il raggio dell’attacco anche al resort in San Gallo, annuncio, forse, di nuove lotte in tal senso. Silenzio totale dalla giunta, fino a ieri tronfia e arrogante e oggi remissiva e tremebonda, nascostasi, con la viltà che le è propria, dietro alla magistratura e al suo lavoro. Sebbene le principali sezioni redazionali nostrane di Repubblica, Corriere, Nazione e Tirreno si siano concentrate su questa notizia-bomba, nondimeno è rimasto spazio per offrire copertura mediatica alle altre magagne dell’amministrazione Funaro: lo stadio vedrà allargarsi ulteriormente il cantiere dal prossimo mese, sul terreno di una Toscana per il 72% a rischio frane, mentre i comitati alzano sempre più la voce e la testa e si sono rivolti direttamente al presidente del Consiglio comunale, Cosimo Guccione, per ottenere una seduta aperta alla loro presenza per discutere di vivibilità e tutela della qualità della vita nell’area UNESCO e dintorni (Corriere Fiorentino); un conducente di autobus nonché sindacalista lamenta a La Repubblica Firenze la «raffica di bus fuori servizio» alla stazione di S. Maria Novella dalla parte delle scalette, già obbligati, quelli funzionanti, allo «slalom tra i cantieri» con tutto ciò che ne consegue in termini di ritardi e salti delle corse; a Peretola, sfilandosi Signa dal ricorso, si è adirato l’AD di Toscana Aeroporti, Naldi, contro il ricorso di Unifi, affermando provocatoriamente di aver persino pensato di «strappare la laurea» (Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze, Il Tirreno Firenze), un gesto sicuramente più esplicativo e coerente date le posizioni assunte e i progetti portati avanti dalla sua azienda. E mentre all’Isolotto ci si divide sulle «strade scolastiche» che negherebbero il permesso di sosta delle auto davanti alla “Montagnola” e alla “Niccolini” (Corriere Fiorentino), la junta Funaro se la rifà coi «furbetti della sosta» tramite i cosiddetti Scout Speed. Tuttavia, viene notato su La Nazione Firenze, il feticcio della monocoltura del turismo ha provocato un cortocircuito tale che tante multe non possano venir riscosse per i problemi burocratici attinenti a quelle comminate a chi risiede all’estero. Sic transeat gloria mundi? (JCM)