Con la riapertura delle domande di trasferimento, per la Polizia di Stato Firenze è sempre di più una città da cui fuggire
Mentre la situazione della criminalità appare sempre più fuori controllo, con un’escalation senza precedenti che ha avuto il suo punto più drammatico nella recente violenza sessuale ai danni di un minorenne, emersa nei giorni scorsi, la politica cittadina continua a mostrarsi inerme. Invece di affrontare il problema in modo strutturale, non trova di meglio da fare che strumentalizzare anche queste tragedie, rifugiandosi nella solita nenia: il governo centrale è “brutto, sporco e cattivo” perché non manda abbastanza poliziotti a Firenze.
Si dimentica però che la carenza di organico delle Forze dell’Ordine è il risultato diretto del blocco delle assunzioni durato quasi un decennio, voluto dai governi precedenti e si dimentica, soprattutto, che in città gli agenti di Polizia sono costretti a vivere in condizioni spesso indecorose, in un vero e proprio “porcile”, nell’indifferenza generale. A tutto questo si aggiunge il mercato folle degli affitti che rende praticamente impossibile per un poliziotto trovare una casa a prezzi sostenibili. Alternative reali non ce ne sono. E così, anche volendo, molti agenti non riescono a trasferire la propria famiglia a Firenze.
In questi giorni, con la riapertura online delle richieste di trasferimento, si sta registrando una vera e propria fuga dalla città. Altro che le rassicurazioni della sindaca Sara Funaro, che ha parlato dell’arrivo di 61 nuovi agenti. Un dato che, nella realtà, appare poco significativo, considerando che almeno 70 andranno in pensione… e intanto, mentre siamo appena al quarto giorno del mese, indiscrezioni confermano che sul portale ministeriale sono già oltre cento i poliziotti in servizio a Firenze ad aver presentato domanda di trasferimento. Cento agenti pronti a lasciare per una città forse meno bella dal punto di vista artistico e culturale, ma sicuramente più vivibile per chi indossa una divisa. Città dove non si è costretti a vivere in condizioni peggiori di un carcere; dov’è possibile trovare un affitto a prezzi umani, dove si può pensare di costruire una vita familiare dignitosa.
La grande fuga da Firenze è iniziata. E siamo solo al quarto giorno dall’apertura delle richieste di trasferimento.
Foto: Copyright Fotocronache Germogli
