Massimo Bartoccini del SAP invita la Sindaca Funaro a un dialogo costruttivo per la sicurezza cittadina, e sollecita politiche per favorire la permanenza degli agenti, tra cui alloggi di servizio e parcheggi dedicati
La questione della sicurezza a Firenze continua a tenere banco, con uno scambio di dichiarazioni che ha acceso il dibattito pubblico tra amministrazione cittadina e sindacati di polizia. A sollevare la polemica, in particolare, sono state le recenti affermazioni della sindaca Sara Funaro su la 7, che, riprendendo i dati del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori della Polizia), ha affermato che, nel 2026, Firenze perderà agenti di polizia a causa dei pensionamenti, senza che le nuove assegnazioni siano sufficienti a compensare la carenza.
Funaro, in particolare, ha ribadito il concetto durante la trasmissione televisiva “Otto e Mezzo” il 16 gennaio, creando preoccupazione tra i cittadini sulla capacità della città di mantenere adeguati livelli di sicurezza. Tuttavia, a queste dichiarazioni, è arrivata la risposta ufficiale del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), che ha messo in discussione le ricostruzioni fatte dall’amministrazione e da altre sigle sindacali.
Il SAP ha infatti diffuso un comunicato stampa in cui smentisce le affermazioni relative alla carenza di agenti, riportando dati ufficiali che indicano un saldo positivo per la Polizia di Stato a Firenze, nonostante i pensionamenti previsti per il 2026. Secondo Massimo Bartoccini, Segretario Provinciale del SAP di Firenze, oltre 160 nuovi agenti arriveranno a Firenze nei prossimi giorni, comprendendo ispettori appena usciti dai corsi di formazione, nuovi agenti di prima nomina e trasferimenti da altre sedi. Questi arrivi, uniti ai trasferimenti in uscita, garantiranno un saldo complessivo positivo per la provincia.
“Non è vero che a gennaio 2026 la provincia di Firenze sia in negativo tra entrate e uscite”, ha dichiarato Bartoccini, sottolineando che le affermazioni che hanno circolato sui media non sono state verificate a fondo e si basano su dati incompleti. “I numeri ufficiali raccontano una realtà diversa. A gennaio sono arrivati a Firenze più poliziotti di quanti ne siano usciti”, ha aggiunto.
Tuttavia, nonostante il bilancio positivo, il SAP ha anche evidenziato la necessità di un numero ancora maggiore di agenti per garantire la sicurezza in una città come Firenze, che ospita milioni di turisti ogni anno, una forte presenza studentesca internazionale e numerosi eventi. Secondo il sindacato, per rispondere adeguatamente alle reali esigenze di sicurezza della città, sarebbero necessari almeno altre 200 unità di polizia e l’apertura di nuovi presidi.
A ciò si aggiunge il problema della carenza strutturale di personale che la Polizia di Stato ha dovuto affrontare negli ultimi anni, a causa di un blocco delle assunzioni e di una forte riduzione dei concorsi. “Per formare un agente di polizia occorre circa un anno, tra corso e addestramento”, ha ricordato Bartoccini, facendo riferimento ai lunghi tempi necessari per ottenere nuove risorse. Solo di recente, con il ritorno a un ciclo regolare di concorsi, si stanno vedendo i primi effetti positivi anche a Firenze.
Il sindacato ha anche invitato la Sindaca Funaro e le autorità locali a considerare il SAP come interlocutore privilegiato per le informazioni relative agli organici di polizia, evitando dichiarazioni pubbliche basate su dati incompleti o non verificati. “Se vogliamo garantire una sicurezza effettiva, è fondamentale che tutti i soggetti coinvolti lavorino insieme”, ha dichiarato Bartoccini, aggiungendo che “è necessario adottare politiche concrete per rendere sostenibile la permanenza degli agenti in città, come l’offerta di parcheggi dedicati, alloggi di servizio e misure per affrontare il costo degli affitti, che è ormai insostenibile. Senza queste condizioni, ogni nuova assegnazione rischia di essere solo temporanea”.
Nel dibattito è entrato anche il consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Chelli, attaccando la sindaca Funaro: “Com’è possibile che chi, in teoria, costituisce parte integrante e sostanziale del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica non conosca a dovere i numeri delle assegnazioni di personale di polizia in città? Com’è pensabile che non abbia reale contezza del funzionamento della macchina della sicurezza e debba aggrapparsi alle dichiarazioni stampa di terzi? Tutto questo, purtroppo, fa presumere solo una cosa: per un like in più sui social, per un secondo in più di polemica, si predilige lo scontro ideologico alla collaborazione fattiva. È assolutamente intollerabile che esponenti di rilevo dell’amministrazione cittadina antepongano l’interesse di parte all’interesse collettivo, alimentando confusione, incertezza e paura nella cittadinanza per il proprio tornaconto personale, infischiandosene dei reali problemi delle persone. Sulla sicurezza bisogna tirare una riga e fare fronte comune, ma se questi sono i presupposti è difficile. Come fanno a governare la città se danno i numeri anziché conoscerli?”
Foto: Copyright Fotocronache Germogli


