La maggioranza bocciò in Commissione 8 una serie di misure concrete dell’opposizione sulla sicurezza delle donne. Oggi la presidente Alessandra Innocenti parla di «priorità assoluta»
A Palazzo Vecchio la memoria politica, evidentemente, dura meno di una legislatura. Il 5 dicembre 2025 raccontavamo la bocciatura, in Commissione 8, della mozione di Fratelli d’Italia sulla sicurezza delle donne. Cosa chiedeva, in concreto? Niente di rivoluzionario: una campagna di prevenzione nei locali notturni, kit gratuiti di autodifesa con allarme acustico, torcia stroboscopica e spray al peperoncino, corsi gratuiti di autodifesa e un tavolo permanente con le forze dell’ordine. La maggioranza disse no.
E oggi, 24 settembre 2026, la presidente della stessa Commissione 8, Alessandra Innocenti, ci fa sapere che «quando il livello di rischio è elevato, l’adozione di adeguate misure di tutela diventa una priorità assoluta». Benissimo. Anzi, benissimo adesso.
Perché nove mesi fa sembrava che la priorità fosse soprattutto spiegare che il Comune aveva già fatto tantissimo, elencare progetti, campagne e iniziative e ricordare che la vera prevenzione passa dall’educazione. Quando però l’opposizione proponeva strumenti immediati e molto concreti per le donne che frequentano la città di notte, quei provvedimenti venivano respinti. E qui nasce il piccolo, gigantesco cortocircuito politico.
Se oggi la tutela concreta delle donne è una «priorità assoluta», perché nove mesi fa non lo era abbastanza da approvare almeno alcune di quelle misure? E viene anche un altro, assai meno nobile, sospetto. Non sarà mica che il problema non fossero proprio le misure, ma il fatto che a proporle fossero le forze di opposizione?
Naturalmente è solo un sospetto. Non abbiamo la sfera di cristallo e non possiamo sapere cosa passi nella testa di chi vota. Possiamo però guardare agli atti. E gli atti raccontano questo curioso film: a dicembre l’opposizione propone misure concrete e la maggioranza le boccia; a settembre la presidente della Commissione parla di tutela come “priorità assoluta”.
Una cosa però sarebbe interessante saperla: se domani quelle stesse proposte tornassero in Commissione, con la firma della maggioranza anziché dell’opposizione, verrebbero finalmente approvate? Perché sulla sicurezza delle donne sarebbe davvero singolare scoprire che anche le buone idee diventano buone soltanto dopo aver cambiato il colore della firma sotto.

