L’aumento considerevole del traffico e le voragini che si allargano sul manto stradale fanno tremare i polsi. E sulla sicurezza della struttura restano ancora troppe domande senza risposta
Torniamo ancora sulla vicenda, a tratti surreale, del cavalcavia dell’Affrico, perché i fiorentini non hanno ancora avuto modo di sapere se questa infrastruttura, recentemente sottoposta a un notevole aumento del traffico in entrambe le direzioni a seguito dei cambiamenti alla viabilità nella zona, sia in buone condizioni o possa rappresentare un potenziale pericolo.
Era marzo quando, su queste pagine, riportammo la notizia di un provvedimento pubblicato sull’albo pretorio del Comune, che annunciava la chiusura, fino a febbraio 2028, di una delle due corsie per senso di marcia per «lavori e indagini sul cavalcavia dell’Affrico». Poi il dietrofront, probabilmente dovuto alla concomitanza con i lavori al Ponte al Pino.
L’unica traccia rimasta di quel provvedimento, prima annunciato e poi revocato, è la motivazione che lo accompagnava: il provvedimento era «propedeutico all’avvio delle indagini necessarie per iniziare gli interventi di manutenzione che saranno realizzati dopo l’estate, evitando sovrapposizioni con altri lavori impattanti (il Ponte al Pino chiuderà da giugno a settembre)».
Ebbene, l’estate è passata e anche i lavori al Ponte al Pino sono ormai alle spalle. Sul cavalcavia dell’Affrico, invece, non solo non è iniziato alcun intervento, ma si è pensato bene di aumentare ulteriormente il carico di traffico, autobus compresi, con tanto di semafori.
Eppure, il progressivo deterioramento della struttura, di cui avevamo già parlato a luglio, sembra inarrestabile e, a ben vedere, è sotto gli occhi di tutti. Basta osservare le condizioni della carreggiata e dei marciapiedi, oltre alla caduta di calcinacci, alla quale si è cercato di porre rimedio con il consueto ricorso a transenne e delimitazioni provvisorie.
Ma è soprattutto il progressivo allargarsi di vere e proprie voragini a destare preoccupazione. Giorno dopo giorno, le buche si fanno sempre più evidenti e il manto stradale appare sempre più dissestato, alimentando i timori dei residenti e di chi osserva con attenzione le condizioni del cavalcavia.
Una situazione che non può non destare allarme e che induce a interrogarsi sulle reali condizioni dell’infrastruttura.
Non si può quindi fare a meno di tornare a chiedere, con urgenza, all’Amministrazione: come si sono svolte le «indagini» annunciate a inizio anno? Sono state effettuate nuove valutazioni alla luce dell’aumento dei volumi di traffico? E che fine hanno fatto gli interventi di «manutenzione» originariamente programmati per dopo l’estate?
Domande tutt’altro che secondarie, soprattutto considerando che il cavalcavia risale ai primi anni Sessanta e che, nel frattempo, le condizioni della strada sembrano peggiorare sotto gli occhi di tutti.

