Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Non è chiaro se la Polizia Municipale sia stata attivata negli anni per i controlli. Il problema è strutturale, non una novità”
“Oggi, in risposta al question time depositato da Sinistra Progetto Comune, l’Assessora con delega all’urbanistica ha fornito alcuni dati che confermano e precisano quanto già avevamo sollevato in precedenti atti consiliari rimasti senza risposta. Il dato più concreto: dal 2022 al 2025 il Comune di Firenze ha incassato 311.000 euro di tassa di soggiorno da strutture a destinazione d’uso studentesca o direzionale che svolgevano attività ricettiva. È la conferma che per anni si è operato in un regime che il Piano Operativo approvato con deliberazione n. 57/2024 avrebbe dovuto regolare — ma che fino a quella delibera non aveva mai ricevuto una disciplina chiara. Vale però la pena mettere quella cifra in prospettiva. Firenze ha incassato 68 milioni di euro di tassa di soggiorno nel 2023 e 77 milioni nel 2024: i 311.000 euro da studentati in quattro anni rappresentano meno dello 0,1% del gettito annuo totale. Spalmati sulle 11 strutture pre-esistenti indicate dall’Assessora, fanno circa 7.000 euro per struttura in quattro anni – poco meno di 2.000 euro l’anno ciascuna. A 4 euro a notte (la tariffa prevista per gli ostelli), si traduce in circa 500 pernottamenti l’anno per struttura. Per una struttura con decine di posti letto, e con un limite massimo di 60 giorni di uso ricettivo consentiti dal Piano Operativo (in precedenza il numero era 90), il numero è molto basso. Non affermiamo che vi siano state omissioni: non lo sappiamo. Ma il dato solleva una domanda legittima che l’Amministrazione dovrebbe essere in grado di rispondere e che riguarda anche l’efficacia dei controlli futuri”.
Questo l’intervento di Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune.
“Sul termine del 30 aprile, la risposta conferma quello che avevamo già segnalato – aggiunge Palagi -: non si tratta di una scadenza giuridicamente cogente derivante dalla delibera consiliare, ma di un “alert” informale adottato dall’Amministrazione per non essere, come ha detto, “vessatoria”. La modifica del termine originario del 31 gennaio non è mai passata in Consiglio comunale. La deliberazione n. 57/2024 l’ha approvato il Consiglio comunale, e il Consiglio comunale avrebbe dovuto essere chiamato a modificarla formalmente. Non è avvenuto”.
Palagi passa poi ad analizzare lo studentato di via Mannelli. “Sul caso dello studentato di via Mannelli — oggi ostello A&O Hotels con 121 camere e circa 470 posti letto — la risposta chiarisce che il cambio di destinazione d’uso da direzionale a ricettivo alberghiero non è avvenuto su pronuncia del TAR, ma tramite SCIA, in base al quadro normativo allora vigente che lo consentiva fuori dalla zona A. Il TAR ha successivamente confermato la legittimità dell’operazione. Il risultato è lo stesso: quasi 500 nuovi posti letto nel centro di Firenze, senza che il Consiglio fosse chiamato a esprimersi”.
“Siamo quindi di fronte a un doppio binario che attraversa tutta la vicenda – riflette -. Gli studentati privati che operano come strutture ricettive ricevono un avviso informale e hanno tempo fino al 30 aprile per mettersi in regola, senza sanzioni immediate per chi non ha rispettato il termine di gennaio. I grandi operatori internazionali, invece, hanno potuto trasformare un immobile direzionale di rilievo in un ostello da quasi 500 posti letto attraverso SCIA, con il TAR a confermare il tutto. In entrambi i casi il Consiglio è stato escluso”.
“Prendiamo atto che l’Amministrazione ha dichiarato di voler avviare controlli continuativi dal 30 aprile, e che si sta valutando se inserire la questione nel protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza già operativo. Sono segnali utili, che tuttavia – fa notare – restano vaghi su un punto decisivo: cosa accade concretamente alle strutture che al 30 aprile non avranno ancora adempiuto? Le comunicazioni non bastano. Occorrono provvedimenti. E occorre riprendere in considerazione quanto avevano chiesto 10.000 persone raccogliendo le firme con Salviamo Firenze, per impedire di mescolare le categorie. Chi fa studentato faccia studentato. Questa confusione normativa favorisce chi ha più potere e più mezzi. Non va bene”.
“Continueremo a monitorare. Il Consiglio comunale deve tornare ad essere il luogo in cui si decidono le regole sull’uso del territorio — non il destinatario di comunicazioni a cose già fatte“, conclude Palagi.
