Sulla improbabile maglietta “negra” di Nicola Perini (presidente Publiacqua)

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La vittoria dell’Inter, scudetto numero 21, fa dolore nei cuori rossoneri e l’eco della metropoli di mezzo raggiunge perfino la marginale Firenze dove, neanche a dirlo, sembra spuntare la tipologia umana ibrida del rozzo-nero”.

Grazie al progresso, lo scarico social ci rovescia addosso il volto rubizzo e la maglietta negra di un tale che innova lo stile nel nuovo senso voluto, che pare andare forte in direzione di grettezza e arroganza, solitamente amiche scomposte di strada.

Un ex uno qualsiasi, da anni ben retribuito presidente di una partecipata fiorentina che giorni fa si è presentato – inconsapevolmente? – a un’iniziativa pubblica in versione rosso-nera: rosso sulle gote, si spera bruciate dal sole dell’orto (attività nobilissima), e nero nella maglietta, neppure una camicia. Il “rozzo-nero”, appunto.

Quando si è retribuiti bene e si rappresenta una società, specie se a capitale pubblico, di tutti, non tua, è cosa urbana salvaguardare la forma. Oppure qui non c’è neppure sostanza? Il sospetto aleggia gravemente su Nicola Perini, che acconciato in maglietta nera si è presentato a una conferenza stampa per un bando di Publiacqua (a proposito di multiutility oggi La Firenze che vorrei ha pubblicato questa notizia) per spendere fondi in cultura, uso più o meno improprio dei soldi delle bollette. Non c’entra un tubo. Soprattutto con tubature colabrodo che ci si ritrova.

Serve un compagno alla casa del popolo che gli berci: «Mettitela una giacca, Perini, e porta rispetto all’eleganza di Firenze! I soldi li prendi buoni: sono i nostri, delle bollette». Ma i compagni di una volta non ci sono più: ci sono i rozzoneri.