Ponte al Pino: RFI bluffa con il comune…oppure è il comune a bluffare coi fiorentini?

GERMOGLI PH 30 DICEMBRE 2025 FIRENZE VEDUTE AEREE DEL PONTE AL PINO INIZIATI I LAVORI DEL PONTE OTTOCENTESCO CAVALCAVIA FERROVIARIO (1)

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Il Ponte al Pino chiuderà dal 25 maggio al 14 settembre. Non a giugno, non dopo la fine delle scuole, come era stato assicurato. Prima

 

L’assessore Giorgio, che aveva garantito un cronoprogramma diverso, oggi si limita a chiedere pazienza. Ai fiorentini, però, più che pazienza sembra venga chiesto di rassegnarsi. Le parole erano chiare: i lavori sarebbero partiti a scuole chiuse, per evitare il picco di traffico. I fatti raccontano altro. Ancora una volta, tra annunci e realtà si apre un divario che pesa tutto sulle spalle dei cittadini. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città già congestionata che si prepara all’ennesima prova di resistenza.

Il quadrante sud-est è ormai un cantiere diffuso. Tra lavori ferroviari, deviazioni e restringimenti, muoversi da piazza della Libertà a Bagno a Ripoli è diventato un percorso a ostacoli. Non è solo una questione di traffico: è un colpo diretto al tessuto economico. Le botteghe di Gavinana pagano il prezzo più alto, isolate da mesi in un’area sempre meno accessibile.

E mentre la città viene “aperta” dai cantieri, emerge un paradosso: il Ponte da Verrazzano potrebbe non essere nemmeno in grado di sostenere il preso del tram. Si parla di prove, verifiche, perfino di una possibile demolizione e ricostruzione. Dopo i lavori. Dopo i disagi. Dopo tutto.
Con tempi ignoti e un cronoprogramma che resta una chimera, come quello dei lavori dello stadio.

La chiusura del Ponte al Pino era prevista, certo. Ma non così. Non ora. Per un intervento programmato da anni, si sceglie il momento peggiore: scuole aperte, traffico pieno, cantieri già in corso. E questo nonostante rassicurazioni precise, ribadite più volte.

Come se non bastasse, a luglio dovrebbero partire i lavori della tramvia verso Rovezzano. Il Pnrr impone tempi serrati, e i cantieri non aspettano. Nel frattempo, il cavalcavia dell’Affrico resta un’incognita: prima annunciato chiuso per un anno, poi riaperto, poi di nuovo sotto osservazione. Reggerà? Il risultato è un effetto domino che rischia di travolgere la viabilità cittadina.

A mettere nero su bianco le nuove date è stata RFI: chiusura dal 25 maggio al 14 settembre. Una comunicazione che smentisce nei fatti quanto dichiarato in precedenza da Palazzo Vecchio. E l’assessore? Nessuna spiegazione sul cambio di rotta, nessuna ammissione. Solo un invito alla pazienza. Sedici settimane di chiusura, con un nuovo impalcato in fase di assemblaggio in piazza Vasari. Nel frattempo, le “soluzioni alternative” restano indefinite. Quali percorsi? Quali piani? Non è dato saperlo. 

Il problema non riguarda solo chi guida. Su quel ponte passano numerose linee di autobus, destinate a subire ritardi e deviazioni. Il rischio è un effetto a catena che coinvolgerà l’intero sistema della mobilità cittadina. Come andrà a finire è facile prevederlo: traffico bloccato, tempi dilatati, disagi diffusi. Quello che resta, ancora una volta, è la distanza tra ciò che viene promesso e ciò che accade davvero.