Un altro capitolo si aggiunge alla saga del “totalitarismo del brutto” nella nostra città: dopo il cubo nero, i palloni verdi e i cilindri di Iliad, adesso arrivano le «stazioni-batteria» tra il Lungarno del Tempio e Gavinana: tali sono definite, lo si capisce dall’articolo de La Nazione Firenze che riporta anche la pronta e ferma opposizione di Fratelli d’Italia, perché serviranno a ricaricare la tranvia sulla linea 3.2.1., ancora, peraltro, ricordiamolo, incompleta. Altro verde, dunque, sacrificato all’ideologia «green»: sembra un paradosso, ma è il minimo con un’amministrazione il cui partito dominante, come apprendiamo dal Tirreno Firenze, non è in grado neppure di ascoltare se stesso. È questo, infatti, il motivo per cui i Riformisti Sestesi sono usciti dal campo largo locale che, come ha affermato senza mezzi termini il rappresentante di questi ultimi, Alessandro Martini, «non s’ha da fare». Un altro paradosso è che i lavoratori regolarizzati e quelli a nero vivono la stessa situazione: è ciò che si denota dalle vicende degli impiegati di Luisaviaroma, riunitisi in 200 in assemblea davanti allo spettro di un futuro ancora più incerto del presente, col tavolo di crisi già aperto in Regione (La Nazione Firenze), e dall’inchiesta dell’Osservatorio Domina riportata su La Repubblica Firenze secondo cui il 50% delle badanti in Toscana lavora irregolarmente, registrandosi dall’altra parte una spesa di 850 milioni per quelle regolari: 13.000 sono presenti solo nella provincia fiorentina, 14 ogni 100 anziani la media, il 30% del totale regionale. Sul fronte della sicurezza, sono evidentemente inutili i DASPO in assenza di chi ne possa dare attuazione pratica: è così che un 51enne italiano, senza fissa dimora e con una lunga serie di precedenti, ha potuto continuare a seminare il terrore all’Isolotto, rubando ripetutamente nell’Esselunga di via Canova e minacciando anche un passante con un coltello del pari trafugato: ora, finalmente, a quanto riportano La Repubblica Firenze, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, è arrivato l’arresto. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli


