Il presidente della Commissione Controllo e consigliere comunale della Lista Schmidt analizza l’utilizzo degli oltre 86 milioni di euro annui derivanti dall’imposta di soggiorno, sostenendo che Firenze debba trasformare un grande gettito economico in opere riconoscibili e servizi concreti
Paolo Bambagioni, interviene con una riflessione sull’utilizzo della tassa di soggiorno, prendendo spunto dal recente dibattito sviluppatosi in Consiglio comunale a seguito di una modifica regolamentare proposta dal consigliere Matteo Chelli. «Ogni giorno, stando in Comune, si analizzano, si scoprono tante cose e alcune di queste mi fa piacere condividerle perché sono riflessioni legate al buon senso», afferma Bambagioni, spiegando di voler aprire un confronto con i cittadini su uno dei temi più rilevanti per il futuro della città.
Il consigliere ricorda come l’imposta di soggiorno, introdotta circa quindici anni fa, sia una tassa di scopo che dovrebbe finanziare interventi destinati a migliorare l’accoglienza e i servizi turistici. A suo giudizio, il turismo rappresenta «una grande risorsa» ma produce inevitabilmente anche effetti sulla vivibilità urbana che richiedono programmazione e investimenti mirati.
Bambagioni sottolinea che il Comune di Firenze incassa oggi circa 86 milioni di euro all’anno grazie all’imposta di soggiorno, una cifra destinata ad aumentare anche in virtù del recupero dell’evasione. «Sono veramente una cifra importante», osserva, evidenziando come, nell’arco di quindici anni, si tratti di un patrimonio economico enorme. Analizzando il bilancio comunale, però, il presidente della Commissione Controllo evidenzia che una parte consistente delle risorse viene impiegata per finanziare il trasporto pubblico, oltre ad altri capitoli come manutenzione del verde, eventi culturali, monumenti e servizi vari.
Pur riconoscendo che alcune di queste spese possano avere una connessione con il turismo, Bambagioni ritiene che manchi una strategia capace di qualificare realmente l’investimento. «Il problema vero è qualificare la spesa, cioè non è tanto spendere per dare servizi, ma spenderli bene», afferma, sostenendo che l’azione amministrativa debba essere valutata sulla capacità di produrre risultati concreti e verificabili. Per spiegare il proprio ragionamento richiama un’esperienza personale vissuta a Madonna di Campiglio, dove un cartello illustrava come un moderno impianto di risalita fosse stato finanziato proprio attraverso l’imposta di soggiorno, consentendo ai visitatori di percepire immediatamente il beneficio derivante dal contributo versato.
Da qui nasce la domanda che rivolge ai cittadini e all’amministrazione: «Ma al ritmo di 86 milioni l’anno, da 15 anni, qual è l’opera che nella città di Firenze un turista vede e registra con soddisfazione?». Bambagioni cita, a titolo di esempio, la possibilità di riqualificare il Parco delle Cascine con servizi dedicati ai visitatori e alle famiglie oppure di realizzare interventi chiaramente riconducibili all’utilizzo della tassa di soggiorno. Secondo il consigliere, il nodo centrale non è la disponibilità economica del Comune, che può contare anche su trasferimenti statali, tributi locali e altre entrate, ma la qualità della programmazione. «Controllare come si spendono e far rendere conto a chi non fa bene il servizio» è, a suo avviso, il principio che dovrebbe guidare ogni amministrazione.
Sul piano politico Bambagioni esprime una valutazione critica delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni. «Questa amministrazione, non la Funaro, ma anche Nardella, ma anche Renzi (perché l’ha introdotta Renzi), non hanno saputo, al di là di prendere questi soldi ai turisti, fare qualcosa che abbia un significato qualificante». A suo giudizio le risorse vengono disperse in una pluralità di interventi senza generare un progetto riconoscibile di sviluppo turistico.
Tra le proposte rilancia un’idea già avanzata durante la campagna elettorale della Lista Schmidt: utilizzare parte delle risorse per valorizzare il sistema delle ville medicee e delle eccellenze presenti nell’area metropolitana, creando un circuito capace di distribuire i flussi turistici oltre il centro storico e di contrastare il fenomeno dell’overtourism. L’obiettivo sarebbe quello di indirizzare i visitatori anche verso realtà come Careggi, Montelupo Fiorentino o la Villa Medicea di Poggio a Caiano, alleggerendo la pressione sul cuore della città e generando nuove opportunità di valorizzazione del patrimonio storico e culturale.
«Questo secondo me sarebbe un modo decoroso, decente, che va incontro a quello che è scritto nella legge, cioè utilizzare questi soldi per migliorare la qualità del servizio turistico offerto ma, di conseguenza, aumentare anche la qualità della vita dei cittadini». Bambagioni conclude annunciando l’intenzione di promuovere un dibattito in Consiglio comunale affinché venga aperta una riflessione politica sull’utilizzo della tassa di soggiorno, ribadendo che, «questo è un modo dequalificato di spendere soldi importanti che sarebbero destinati, secondo la legge, al turismo e al nodo del turismo, che per una città come Firenze rappresenta uno dei temi principali».
