Toc Toc! Fiamme Gialle a Montedomini

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Succede sempre così, a Firenze. Serve sempre un esposto. Poi arrivano gli accertamenti. Poi, finalmente, arriva la Guardia di Finanza.

È accaduto mercoledì 14 ottobre, presso la sede di ASP Firenze Montedomini. Personale della Guardia di Finanza si è recato negli uffici dell’Ente nell’ambito delle attività investigative collegate all’esposto già oggetto di accertamenti. Non un blitz improvviso, sia chiaro. Un accesso effettuato sulla base di un ordine di esibizione documentale, quindi un atto formale, mirato, circoscritto.

Cosa cercavano le Fiamme Gialle? Atti relativi alle questioni contenute nell’esposto, con particolare riferimento a due nodi che da tempo pesano come macigni sulla storia di Montedomini: il patrimonio immobiliare dell’Ente e alcuni aspetti della sua organizzazione e del suo funzionamento.

Da Montedomini, la risposta è arrivata subito, ed è stata quella che ci si aspettava: massima disponibilità, piena collaborazione, piena trasparenza.

«I nostri uffici hanno assicurato fin dal primo momento massima disponibilità e piena collaborazione, mettendo a disposizione del personale della Guardia di Finanza la documentazione richiesta e fornendo il necessario supporto durante le attività», spiegano dall’Azienda.

Una prima parte della documentazione, aggiungono, è stata già consegnata. Gli uffici stanno predisponendo l’ulteriore materiale richiesto, che sarà messo a disposizione delle autorità competenti.

«È un atteggiamento di piena trasparenza e disponibilità che abbiamo mantenuto fin dall’inizio e che continueremo a garantire, nella convinzione che il rigoroso accertamento dei fatti sia nell’interesse dell’Ente e dell’intera comunità fiorentina», sottolineano da Montedomini, ribadendo «piena fiducia nel lavoro della magistratura e degli investigatori».

Parole giuste, parole dovute. Parole che, però, noi fiorentini abbiamo imparato ad ascoltare con attenzione, perché la fiducia si misura sui fatti e sugli atti, non sulle dichiarazioni.

La questione, a questo punto, è una sola: l’accertamento dovrà essere rigoroso, completo e, soprattutto, pubblico nei suoi esiti. Perché Montedomini non è un’azienda qualsiasi. È un pezzo di storia e di patrimonio sociale di Firenze, è assistenza, è fragilità, è denaro pubblico, è fiducia dei cittadini.

E quando si parla di patrimonio immobiliare, di organizzazione e di funzionamento di un ente pubblico, la trasparenza non può essere solo un atteggiamento dichiarato. Dovrebbe essere una precondizione. Documenti alla mano, carte alla mano, responsabilità alla mano.

Per ora, prendiamo atto. La Guardia di Finanza sta facendo il suo lavoro. Montedomini dice di aver collaborato. Il resto, come sempre, lo diranno le carte.

Diversa la lettura di Salviamo Firenze, che ha diffuso una nota dal titolo: «Gli accertamenti della Guardia di Finanza sono una buona notizia. Manca la politica».

«Bene che la Magistratura faccia il proprio lavoro. La notizia dell’avvio degli accertamenti è una buona notizia per la città che è scossa per la gestione di un bene pubblico legato alla migliore storia della città», scrive Salviamo Firenze.

«La Magistratura farà le proprie verifiche. In settimana prossima presenteremo nuovi elementi ad integrazione del nostro esposto di inizio agosto. Continueremo a fare la nostra parte, chiedendo che siano accertati i fatti e le eventuali responsabilità», aggiunge il movimento.

Poi la critica politica: «La politica deve fare il proprio lavoro. E su questo, chi governa Firenze è venuto meno alle proprie responsabilità: ha difeso e continua a difendere l’operato dei vertici di Montedomini, mentre le domande sulla gestione dell’ente restano aperte».

«Sono passati tre mesi. Si punta evidentemente a lasciar passare il tempo, nella speranza che l’attenzione della città si affievolisca e tutto possa continuare come prima. Ma Firenze non dimentica», prosegue la nota.

Salviamo Firenze rinnova infine le domande alla sindaca Funaro: «Cosa si aspetta a commissariare Montedomini? Paccosi può restare alla guida di Casa Spa?»

E conclude: «La Magistratura accerterà i fatti. Alla politica spetta assumersi le proprie responsabilità, senza aspettare che siano altri a farlo».