Torna l’acqua pubblica? Non proprio. Dal cubo nero alla variante di Rufina tutti al TAR. Via Baccio da Montelupo martoriata tra danni economici e violenze. La Firenze sui giornali di giovedì 12 marzo

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Grande enfasi si nota sulla decisione del Tribunale di Firenze, che impone ad Acea la cessione del 40% delle quote del servizio idrico ad Alia-Plures, che ora ne detiene il 98%. Nonostante la propaganda mediatica di Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Pistoia-Montecatini e La Nazione Firenze sull’«acqua tornata pubblica» e quella politica di Funaro, Perra e Irace secondo cui «non aumenteranno le bollette» e «si rafforza la multiutility», è più esatto dire che si è passati da un monopolio a un altro, appunto perché realizzato tutto internamente a quest’ultima, senza scorporo né azionariato popolare. Già annunciato il ricorso di Acea, che si accompagna a quelli presentati al TAR dai costruttori del cubo nero (ne hanno parlato Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze, che riportano anche un attacco da parte del consigliere Sabatini della Lista Schmidt al PD: «Questo ricorso è il risultato del caos sui verbali e delle responsabilità che il Comune non vuole assumersi», ha puntualizzato) e a quello, vinto, della Regione Toscana contro il Ministero dell’Ambiente sul carattere «strategico» della variante della SS67 alla Rufina (Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze). Ha la meglio, però, il Ministero dell’Istruzione sul fronte scuola, laddove il ministro Valditara ha proclamato uno stop di tre anni a qualsiasi accorpamento, riporta il Corriere, sul quale leggiamo inoltre di uno «scontro» in atto a Signa tra ambientalisti e Comune sulla prevista urbanizzazione di 15.000 m², che vedrà la nascita di una nuova RSA, circa un centinaio di appartamenti e una nuova strada al Crocifisso; in Toscana, a proposito di RSA, La Repubblica Firenze conta 1.800 anziani in coda per un posto. Gli ambientalisti sono difesi invece da Sinistra Progetto Comune nel “caso Apuane”, ovvero la lotta contro il sito estrattivo di Cava Suspiglionica a Vagli di Sotto, spiegano su La Nazione Lucca. Non li si sono visti, tuttavia, nella battaglia contro i tentativi di riconversione nel settore della moda orientati alla difesa, che si è intestata praticamente in solitaria la UIL, il cui segretario toscano è intervenuto su La Nazione Firenze prendendo posizione a difesa della finalità originaria dello stesso. Difesa che, nei quartieri, è appannaggio quasi esclusivo dei cittadini: stasera il Consiglio del Q1, prevede la stessa testata, che ha ricordato come la proposta di ZTL h24, formulata da Firenze Democratica, fu respinta, vedrà tornare al centro del dibattito i programmi dei comitati per «vigili nei rioni e più bus in centro». Quella estiva, informa, partirà il 2 aprile e si estenderà dalle 23 alle 3 di notte, ma già sono partite le «proteste delle categorie», economiche senza economia, che come al solito lamentano una «città chiusa». Certo, si tratta di intendersi relativamente a chi chiuderle le porte, perché è innegabile che a qualcuno la città vada chiusa: in via Baccio da Montelupo un supermercato della Coop ha salvato una 12enne da violenza certa, portando poi al fermo del 50enne marocchino che la seguiva, portato successivamente in caserma per accertamenti. Dalla stessa via proviene contemporaneamente una lamentela per un fondo commerciale oscurato da armadi tecnici e colonnine, erette peraltro senza il permesso del proprietario. Sembra la stessa vicenda denunciata in via Masaccio, zona Ponte al Pino, dove il titolare della fumetteria Mister Neko riporta la copertura qui completa da parte dei cassonetti, che oltretutto gli diffondono cattivi odori nel negozio. Da Alia, ovviamente, intenta a “tutelare l’interesse comune” solo quando le fa comodo, menefreghismo totale. La storica attività La Fiorentina, che, ricorda La Repubblica Firenze, «vestì i piedi di Pelé», chiude i battenti dopo 107 anni in Borgo Ognissanti: siamo a una media di una al giorno. Eppure, a parità di vicende, è generalmente in periferia che si sta meglio: secondo dati ISTAT tarati sul 2021, in pieno Covid, sono «in centro le maggiori sacche di disagio socio-economico», soprattutto tra Santa Croce e San Frediano, mentre spicca la sorpresa Mantignano e altrettanto a sorpresa fanno «bene Campo di Marte, Legnaia e Rifredi», si legge con non poco stupore su Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze: forse c’è davvero bisogno di un aggiornamento, anche perché l’impennata dei prezzi a causa della guerra in Medio Oriente ha toccato anche l’edilizia, con ANCE e Coldiretti, citate da La Repubblica Firenze, a esortare alla vigilanza sulle speculazioni. (JCM)