Tra bus che non passano, cantieri che non riaprono e monopattini che non se ne vanno: Funaro sempre meno in controllo. La Firenze sui giornali di mercoledì 1 aprile

GERMOGLI PH 5 OTTOBRE 2017 FIRENZE BIKE SHARING TRANQUILLO METTILA DOVE VUOI

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Verrebbe da pensare a uno scherzo, se non ci trovassimo obbligati a raccogliere, ogni giorno, i tragici frutti della malagestione funariana: clamoroso che, nonostante il largo anticipo dell’annuncio, lo stop ai monopattini entri oggi in vigore soltanto a metà, poiché Ride Movi si è già riorientata sulle “semplici” biciclette, mentre Bit e Bird hanno preso di petto la delibera novembrina e hanno deciso di fare ricorso, decise a non lasciare Firenze e cioè, all’atto pratico, a violare il codice stradale, le normative comunali e il diritto alla sicurezza degli utenti sia del servizio che delle strade e dei marciapiedi cittadini. Oltretutto, come spiegato sul Corriere Fiorentino, che ha riportato con dovizia di particolari la notizia insieme a La Repubblica Firenze, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, «chi ne possiede uno potrà continuare a usarlo». A corredo, si apprende dalla stessa testata che tra piazza Pitti e piazza della Signoria i negozianti sono esasperati dalle soste selvagge e dagli abbandoni scriteriati di monopattini e biciclette a noleggio sui marciapiedi, «un pericolo» per tutti e specialmente per i disabili, «costretti a fare lo slalom». Intanto, i mezzi di trasporto regolari continuano nella negligenza del proprio dovere: da via Buozzi, informa un’inchiesta sul campo de La Nazione Firenze, dalle 9:50 alle 11:05 non passa neanche un autobus, l’equivalente del “salto” di quattro corse, tra chi non sa quando arriverà al lavoro e chi userebbe l’auto solo se avesse i soldi per comprarla. Soldi che del resto non ha o non vuole tirare fuori nemmeno il Comune stesso, come esemplificato dalle vicende di Case Passerini (nessun indennizzo per il danno ambientale ai Comuni di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, informa La Repubblica Firenze) e delle indennità per i sanitari, di cui Fratelli d’Italia chiede conto insieme agli infermieri «in rivolta» scesi in piazza ieri in via Cavour davanti alla sede del Consiglio regionale (La Repubblica Firenze, Il Tirreno Firenze). All’interno di quest’ultimo, la sanità è stata peraltro al centro di uno scontro tra Giani e Tomasi sul disavanzo del bilancio, che si prevede raggiungere i 350 milioni quest’anno, dai 293 stimati oggi dal portavoce dell’opposizione (Il Tirreno). Della tragica situazione del settore è emblema l’aumento del 7%, in dieci anni, degli anziani assistiti in famiglia, una percentuale passata dall’81.3% all’88.3% su scala regionale, apprendiamo da La Repubblica Firenze. Federconsumatori, COOP e CGIL scoprono invece, e lo fanno sapere tramite La Nazione Firenze, che sono in 36.000 a rischio malnutrizione solo nel fiorentino, ove già 60.000 famiglie vivono in povertà assoluta, il 13% della popolazione è a rischio esclusione sociale, «il 15% fatica ad accedere ai beni essenziali e il 12% non è in grado di affrontare spese impreviste». Lo stipendio non basta più, è l’amara verità di cui ci si è accorti, e infatti Luisaviaroma è sulla “via” della chiusura, giacché, come leggiamo su Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, le procedure di cassa integrazione sono già state avviate, al netto dei due mesi che ci si è concessi per «trovare fondi» e gli investitori che si giura esserci. La popolazione carceraria, da par suo e suo malgrado, non aiuta, poiché secondo l’ultimo rapporto del Garante dei detenuti, ripreso dal Corriere Fiorentino, solo l’8% trova un lavoro esterno al penitenziario. Nuove strette arrivano del pari sul fronte del mangificio: La Nazione Firenze fa sapere che altre tre strade del centro storico entrano nella «lista nera» dei controlli: Corso dei Tintori, via de’ Neri e Borgo dei Greci, dove non si potranno più «trasferire licenze di bar, ristoranti e paninoteche», né «aprire nuovi locali destinati esclusivamente alla somministrazione di cibo e bevande». E mentre sul Lungarno delle Grazie arriva «la proroga della proroga» (Corriere Fiorentino), rimandando ulteriormente la riapertura al 12 aprile, i residenti di via Romana hanno dovuto chiamare la Soprintendenza per opportuni controlli sui lavori nell’ex casa del pittore seicentesco Giovanni da San Giovanni, anch’essa, manco a dirlo, in via di trasformazione in un conglomerato di appartamenti di lusso gestito da Marco Casamonti ma nella quale, per adesso, vi è solo «una voragine». Avranno i permessi ─ riverbera la domanda degli abitanti su La Repubblica Firenze ─? L’incognita cantieri, infine, riecheggia su La Nazione Firenze mentre si estende e si mescola con l’apertura della ZTL estiva, che avverrà domani nel contesto di una città sfasciata e ridotta ai livelli del peggior Terzo Mondo: Sorgane, «in tilt» come dice il Corriere Fiorentino, docet. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli