Treno a fuoco a Dicomano, Trenitalia nega l’evidenza: foto e video smentiscono la versione ufficiale

Il fumo che esce da sotto un vago nel treno fermo alla stazione di Dicomano

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Anche Trenitalia nega l’evidenza. A Dicomano va a fuoco la ruota di un treno, le foto e i video sono ben chiari, ma “non è successo niente”…

 

Che la negazione dei fatti, specie quando questi rappresentano plasticamente l’insicurezza diffusa e atavici disservizi, sia il nuovo mantra del 2026 è ormai evidente.

Dopo che la sindachessa fiorentina Sara Funaro ha tentato di insabbiare la grave rissa della notte di Capodanno — prima che i video diventassero virali — e dopo che la sua collega di Fiesole, Cristina Scaletti, è riuscita addirittura a nascondere per ben tre giorni vandalismi e scempi di piazza dei Mezzadri a Caldine, all’ottavo giorno del 2026 anche Trenitalia si adegua alla “tecnica di comunicazione” ormai dilagante: negare, negare tutto finché si può.
Peccato che nell’era dei telefonini e dei social si venga smascherati e sbugiardati rapidamente, finendo per esporsi al pubblico ludibrio.

L’ultimo episodio negato si è verificato questa mattina, all’alba di una freddissima giornata. Nella stazione di Dicomano, il treno delle ore 6.01, il numero 18936 partito da Borgo San Lorenzo e diretto a Firenze via Pontassieve, ha avuto un problema a una ruota, che avrebbe innescato anche fiamme e fumo.

Il convoglio è stato fermato e i passeggeri hanno dovuto proseguire il viaggio verso Firenze con il treno successivo, il 18938 delle 6.27 da Borgo San Lorenzo, arrivato a Firenze con quasi 30 minuti di ritardo. Un disservizio — l’ennesimo — che ha prodotto ripercussioni a cascata, tra ritardi e cancellazioni.

Questa la cronaca dei fatti, a seguito dei quali il gruppo di Fratelli d’Italia di Borgo San Lorenzo ha diffuso una nota stampa denunciando l’ennesimo disservizio di Trenitalia per i pendolari mugellani. Così recita il comunicato:
“Questa mattina, alle ore 6.20, presso il binario 2 della stazione di Dicomano, il treno 18936, in partenza da Borgo San Lorenzo e diretto a Firenze Santa Maria Novella, è stato interessato da un incendio mentre era fermo in stazione. Un episodio gravissimo che mette in luce l’inaffidabilità cronica del sistema ferroviario toscano e il totale disinteresse di Rfi, Regione Toscana e dei sindaci del Mugello verso i pendolari”.
Concludendo: “La sicurezza dei viaggiatori continua a essere messa a rischio da un sistema che cade letteralmente a pezzi”.

Poco dopo, però, Trenitalia ha replicato smentendo l’accaduto: “Non c’è stato nessun incendio. C’è stato solo un problema alla ruota, il treno è stato fermato a Dicomano e i viaggiatori hanno proseguito con il convoglio successivo”.

Eppure le immagini, visibili a tutti e circolanti in rete, parlano chiaro: si vede un principio d’incendio su una ruota e un fumo acre e grigio uscire da sotto il convoglio nella stazione di Dicomano.

Il sito dell’emittente Radio Mugello, che aveva titolato “Treno a fuoco alla stazione di Dicomano”, si è affrettato a rimuovere la notizia, mentre il giornale online Il Filo ha parlato apertamente di una “falsa notizia che si è andata ingigantendo passando di bocca in bocca”.

Con buona pace di chi su quel treno c’era, ha visto, ha filmato, ha fotografato, ha diffuso video e immagini e ha raccontato.
Con buona pace, soprattutto, di un’informazione libera.

Che non lo sia, ahimè, a Firenze e dintorni è un dato di fatto. E come si dice, non c’è due senza tre.
Dopo Funaro e Scaletti, ecco che anche Trenitalia si adegua alla tendenza del 2026: la negazione dei fatti.

Da giornalista m’interrogo su questa china e mi rifiuto di stare sempre e solo da una parte. Il nostro dovere è raccontare i fatti, non orientarne la comprensione.

Non è un caso, infatti, se — secondo il rapporto 2025 di Reporters Without Bordersl’Italia è scesa alla 49ª posizione nella classifica mondiale della libertà di stampa, perdendo tre posti rispetto al 2024 e registrando il peggior risultato tra i Paesi dell’Europa occidentale, con un indicatore generale definito “difficile”.