Sono, queste, giornate travagliate per Giani, alle porte dell’appuntamento elettorale pratese dove il nodo Biffoni sembra esser destinato a rimanere tale: tra i venti comuni menzionati nell’analisi di Repubblica Firenze, il governatore ha scelto di intervenire proprio su Prato per bloccare l’eventuale, cosiddetto «Biffoni tris», preferendogli una «novità». Ma di novità, nella “sua” Toscana, ce ne sono ben poche, se non che il suo prediletto campo largo procede nel suo progressivo sfaldamento: il solito argomento della pista di Peretola ha ora provocato scintille anche tra Italia Viva e Movimento 5 Stelle, la prima chiaramente intenzionata a rivedere il decreto e andare avanti, d’accordo con Toscana Aeroporti, mentre il secondo vuole un parere della Commissione Europea che, puntualizza la stessa testata, sarebbe «rischiosissimo e lunghissimo come tempi». Sul profluvio di “grandi opere” in corso, Giani chiede con ansia «più tempo», dato che a un mese dalla scadenza dei fondi del PNRR ci sono ancora, rammenta il Corriere Fiorentino, «un quarto dei progetti e un miliardo di investimenti in bilico», chiedendo arrogantemente al ministro Foti di «non fare i formali» perché «i cantieri vanno finiti» (no, “caro” governatore: non andavano nemmeno iniziati!). E se, a mo’ di beffa, altri reperti medievali sono stati trovati in piazza Beccaria, peraltro a pochi metri da quelli che già hanno causato interruzioni ma senza, questi, provocare imprevisti analoghi, a Ponte al Pino parte la seconda fase del cantiere, che provocherà altri cambiamenti nel traffico e nuove chiusure: quattro linee di autobus (10, 11, 17 e 20) verranno deviate, su via degli Artisti si imporrà il senso unico e la corsia verso via del Pratellino verrà bloccata, ma si riapre quella da quest’ultima verso via Masaccio; gli autobus verranno convogliati, insieme al traffico regolare, sulla tratta viale Don Minzoni-Cavalcavia delle Cure-viale dei Mille-via Pacinotti-viale Volta, informano La Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino. Le code, però, si creano persino agli Uffizi nonostante le prenotazioni, fa sapere la presidentessa dell’Associazione delle Guide Turistiche tramite la prima, mentre il secondo traccia una panoramica sui motivi pratici e logistici dell’opposizione dei residenti di Porta al Prato al progetto dei lavori sulle ex OGR: l’utilità di una nuova strada parallela alla futura tranvia Leopolda-Piagge considerando che quest’ultima è nata proprio come «alternativa al trasporto privato», il motivo di «congestionare ulteriormente un’arteria già sotto pressione» e le modalità con cui «attutire l’impatto all’incrocio Gabbuggiani-Rosselli» se la presenza della tranvia impedisce la costruzione di una rotonda. Il Corriere, a tal proposito, cita uno studio del 2023 che conferma tutta la fondatezza di questi dubbi, giacché, in sintesi, la nuova strada progettata alle ex Officine Generali Riparazioni sposterebbe il blocco del traffico da via Pistoiese, appunto, all’incrocio tra via Gabbuggiani e viale Fratelli Rosselli. Il tutto sullo sfondo di una sindachessa che si permette di fare distinzioni tra zone «di serie B e di serie A», quando, per parafrasare Aldo, Giovanni e Giacomo, ci troviamo una giunta da «serie C2 zona retrocessione». Oltre le strade col traffico, però, sono «strozzate» anche le famiglie dagli affitti folli, tale l’azzeccato aggettivo impiegato da La Nazione Firenze («Uno stipendio non basta. A volte nemmeno due»); per le vittime del Forteto rischiano analogamente di saltare i risarcimenti a causa del caseificio che, da 2 milioni, potrebbe non valere più assolutamente nulla per i residui di Eternit e l’acqua mal depurata che un’inchiesta di Fratelli d’Italia, rilanciata dalle sezioni nostrane di Repubblica e Nazione, ha fatto saltar fuori. Infrastrutture decadenti anche nelle case: in via Alderotti è crollato un pezzo di cornicione, ferendo per fortuna assai lievemente due donne, finite al pronto soccorso ma in codici verde e giallo (La Nazione Firenze, Il Tirreno Firenze). Chiude un albergo a quattro stelle in Borgo Ognissanti, non però per la crisi bensì perché la holding cui faceva capo è stata scoperta, ne ha parlato ancora La Nazione Firenze, avere rapporti stretti e diretti con la Camorra. Un’ottima occasione per far luce sulla reale penetrazione della mafia nella nostra città e nei suoi tessuti politici, sociali ed economici. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
