Ufficiale: stop ai monopattini dal 1° aprile (e non è uno scherzo). Ora anche Giani contro il cubo nero mentre i B&Bischeri evadono il fisco. La Firenze sui giornali di sabato 21 febbraio

GERMOGLI PH: 25 GENNAIO 2022 SESTO FIORENTINO PIAZZA GALVANI STAZIONE NUOVO SERVIZIO NOLEGGIO MONOPATTINI E BICICLETTE ELETTRICHE MOBILITA' GREEN NELLA FOTO

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Grande attività e operosità hanno preso a connotare il TAR in questi ultimi giorni: il suo terzo verdetto dall’altro ieri vede respingere definitivamente il ricorso della Bird Rides Italy contro il divieto di circolazione dei monopattini a noleggio nelle strade di Firenze a partire dal 1° aprile, divieto che quindi, come apprendiamo dalle sezioni nostrane di Repubblica e Nazione, rimarrà. Non finirà davanti a un giudice, come troppo ottimisticamente pronosticavamo ieri, l’aggressore della turista americana, già tornato in libertà e recatosi nuovamente sul luogo del delitto per minacciare i negozianti che l’hanno denunciato e additato quando si era nascosto per sfuggire alla polizia: la notizia, breve ma allarmante, giunge da un trafiletto del Corriere Fiorentino e non può non suscitare indignazione per l’indesiderata conferma della tesi condivisa per la quale questa città (e non solo, chiaramente) è a misura di delinquente. Non più, nemmeno, “di turista”: da un’indagine di Federconsumatori Toscana citata su La Nazione Firenze emerge che neppure le scolaresche si fermano più dalle nostre parti, visto anche il rincaro del 5% rispetto all’anno scorso per il quale, con un aumento medio a 424 euro di spese a persona, «un ragazzo su due rinuncia alla partenza per motivi economici» e il 70% delle classi sceglie di trascorrere la notte a Montecatini, Pistoia o Prato. Rischiano parimenti anche quelle 1.900 strutture ricettive ancora non conformatesi alla nuova legge regionale sul turismo, che le obbliga a cambiare la loro destinazione d’uso da civile a turistica; è stato scoperto, in quest’ambito, un proprietario di 31 B&B in Oltrarno che per due anni ha evaso la tassa di soggiorno tenendosi illegittimamente in tasca la cifra di 125.000€, una notizia riportata, oltre che da La Nazione Firenze, anche da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze. A mancare sono invece i posti letto negli ospedali, segnatamente a Careggi, dove non è stato ancora aperto il nuovo reparto di salute mentale, con la burocrazia che allunga di mesi i Trattamenti Sanitari Obbligatori in una regione già sotto la media nazionale quanto a numero di sale di degenza, ricorda La Nazione Firenze. È in questo contesto che si registra la visita nel fiorentino di Elly Schlein, coperta da quest’ultima e da La Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino, i quali si sono ognuno concentrati su singoli aspetti dei temi abbordati dalla segretaria generale del PD: dall’economia («ferma, serve scatto in avanti») alla magistraturail fango lo getta FdI, ma sui magistrati», ha replicato a Giorgia Meloni), con una particolare attenzione alle delicate situazioni di Sesto Fiorentino e Pistoia, ancora senza candidati per le elezioni, sempre più vicine, a causa degli screzi interni che tale visita vorrebbe ricomporre. Giani, che l’ha accompagnata, dal canto suo si risveglia improvvisamente “anticubista” e, in una strana sinfonia proprio col meloniano ministro Giuli ora attacca anch’egli il cubo nero: forse in cerca di nuovi consensi e “vittorie” dopo la decisione del ministro dell’Ambiente di far restare il rigassificatore a Piombino (La Repubblica Firenze), il governatore dem ha definito il cubo «figlio di padre incerto» ma dallo «zio» e «amici» riconoscibili, attaccando così indirettamente sia Nardella che Renzi che Casamonti, come ha fatto notare il portavoce del Comitato Salviamo Firenze, menzionato da Repubblica Firenze e Il Tirreno Firenze, che hanno seguito la vicenda insieme a La Nazione Firenze. Il Corriere Fiorentino si è invece focalizzato sulle parole di Giuli, che ha ironicamente esortato a «salvare il turismo di qualità da Firenze», citando per nome e cognome lo «scempio fatto dal centrosinistra» e sottolineando che «noi [di destra] tuteliamo cultura e paesaggio», parole riecheggiate dal deputato Torselli (FdI) che attacca il divieto imposto dalla giunta «di mangiare da fermi» anziché «valorizzare questa tipologia di cucina», riferendosi al cibo da strada. Per strada rimangono invece i rifiuti non prelevati da Alia con la scusa dell’incendio di San Donnino, che ha comportato il momentaneo concentramento dell’immondizia raccolta a Empoli, specifica La Repubblica Firenze: di prammatica la giustificazione propagandistica dell’azienda, sempre più autoreferenziale, che tenta di coprirsi dietro un «91% di approvazione» a domande di gradimento verosimilmente mai poste all’insieme della cittadinanza. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli