Chelli rompe il silenzio: “Sulla sicurezza a Firenze troppe falsità, ora basta”. E smonta punto per punto la versione della giunta

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In un post-fiume, il consigliere chiede trasparenza e una strategia reale per la sicurezza urbana. Elenca dati ufficiali, contesta la ricostruzione della maggioranza e accusa il Comune di non aver aperto alcun confronto serio con il Viminale

 

In un lunghissimo intervento pubblicato ieri sui social, il consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Chelli ha lanciato un durissimo attacco alla giunta cittadina sul tema della sicurezza. L’occasione è stata l’assemblea pubblica del quartiere 5 che si è tenuta nella chiesa del Nazareno di via Toscanini.

Durante l’incontro, secondo Chelli, l’assessore Giorgio avrebbe rivolto “l’ormai trito e ritrito attacco al Governo centrale e alle opposizioni locali” accusandole di non aver firmato un presunto appello per chiedere 200 agenti in più. Chelli contesta la ricostruzione e ricorda che l’ordine del giorno 1415, presentato dalla maggioranza il 22 settembre 2025, non sarebbe mai stato condiviso preventivamente con l’opposizione: per questo i gruppi di centrodestra votarono contro, denunciando “un atteggiamento negligente e di totale inerzia” del sindaco Funaro, che a distanza di oltre un anno di mandato non avrebbe ancora aperto un confronto diretto col Viminale.

Chelli ha criticato anche la mancata iniziativa autonoma della maggioranza nell’invitare rappresentanti del Ministero degli Interni a discutere di sicurezza, sostenendo che PD e AVS preferiscano “inscenare puntualmente il monologo a senso unico” e occuparsi di temi internazionali piuttosto che delle criticità cittadine. Ancor più severo il giudizio sulle contraddizioni politiche riguardo alla cosiddetta percezione dell’insicurezza: “è semplicemente ridicolo che chi per anni ha negato il problema sicurezza relegandolo a mera questione di percezione (a proposito, quando l’Assessore Giorgio ha sostenuto che parlare di “percezione” è – testualmente – una “cazzata” si riferiva, forse, ai suoi colleghi di partito?), oggi, improvvisamente svegliatosi (vivaddio), pretenda di dispensare lezioni a destra e a manca, senza avere neppure il buongusto di praticare concretamente ed effettivamente quella comunione di intenti tanto sbandierata a parole e nei fatti disattesa.”

Chelli contesta poi i dati forniti da Giorgio, e cita le statistiche ISTAT e i PIAO della Polizia di Stato per dimostrare l’incremento degli organici negli ultimi anni, ricordando che “le bugie hanno le gambe corte”. E rivendica che ai numeri della Polizia vanno aggiunti quelli dell’Arma dei Carabinieri, incrementati di oltre 3.700 unità, e segnala l’arrivo di 238 nuovi carabinieri in Toscana.

Il consigliere ricorda inoltre che molte delle telecamere di videosorveglianza presenti a Firenze derivano da finanziamenti del Ministero degli Interni, così come iniziative scolastiche per la prevenzione delle dipendenze, e accusa il Comune di investire “poco e male” in prevenzione territoriale propria, citando il caso del Quartiere 5 rimasto “un anno senza alcuna piscina pubblica attiva” o i 70 alloggi popolari riqualificati “in 14 anni anziché 2”.

Chelli ha poi portato il discorso sulla gestione dei minori stranieri non accompagnati, denunciando le carenze di controlli nei confronti delle cooperative convenzionate col Comune: “A fronte della corresponsione di un’indennità giornaliera per minore, il gestore è tenuto ad assicurare una serie di prestazioni che vanno dai corsi di formazione ed educazione ai programmi di inserimento lavorativo e di sostegno. Compito del concedente è quello di accertare che le attività vengano effettivamente erogate ed eseguite, pena la revoca dei benefici. Come viene svolto tale controllo? Male, a ragione veduta”. Chelli critica anche l’ “eccessiva concentrazione di strutture” in aree difficili, ricordando che in base all’accordo del 19 novembre 2021 spetta al Comune garantire una distribuzione equilibrata.

Un passaggio è infine dedicato al CPR (centro per i rimpatri), per anni sostenuto anche da esponenti PD come l’ex sindaco Nardella e oggi osteggiato dalla maggioranza: per Chelli l’opposizione al progetto è “controproducente e illogica”, perché costringe ogni giorno molti agenti a lunghe trasferte per accompagnare i destinatari di provvedimenti di espulsione in provincie spesso lontanissime, a causa della mancanza di un CPR in Toscana.

L’intervento si chiude con un’accusa frontale all’assessore Giorgio, che a suo giudizio costruirebbe una narrazione “finalizzata ad esacerbare gli animi” e a imputare al Governo responsabilità che la città dovrebbe assumersi: “Se è diventato Assessore al ‘Disbrigo pratiche’, lo faccia presente”. Il consigliere ribadisce la disponibilità dell’opposizione a lavorare sulla sicurezza “a tutti i livelli istituzionali”, ma  aggiunge: “non possiamo nella maniera più assoluta accettare che chi ha lasciato il Paese in condizioni disastrose e, puntualmente, ogni volta che viene intrapresa una iniziativa per contrastare fenomeni di degrado e criminalità (vedi Decreto Sicurezza) si colloca dalla parte opposta dalla barricata, tenti di redimersi riversando tutte le colpe su un Esecutivo che sta lavorando sollecitamente per rimettere a posto i cocci.”

Foto: Facebook