Notti di terrore tra gas e follia. I cassonetti “smart” non sono così “smart”. Commissariata anche la Lega fiorentina. La Firenze sui giornali di venerdì 6 febbraio

Pitti rifiuti sbarca in centro

Condividi sui social

Piove sul bagnato, è proprio il caso di dirlo visto il meteo di questi giorni (che sicuramente non mancherà di fare danni), per la Lega nostrana: il terremoto vannacciano ne ha provocato il commissariamento, sancito dal segretario provinciale ed ex consigliere comunale Federico Bussolin e affidato alla deputata Tiziana Nisini, la quale da parte sua, per come citata su La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, ha subito invitato gli indecisi a uscire dal partito. Un terremoto reale è invece quello che sembra aver avuto luogo sui martoriati lungarni che, dalle 21 di oggi, verranno «ribaltati», il titolo è de La Nazione Firenze, per i lavori della linea tranviaria 3.2.1. A Ponte al Pino, anticipa anche La Repubblica Firenze, l’Italia si spaccherà un’altra volta in due, ma a luglio e non più per due, bensì per una settimana intera nello stesso punto; intanto, tre anni di lavori per un chilometro in viale Redi, fa notare la prima, e i famigerati T-Red non sono ancora accesi. A Campi la tranvia stessa è argomento di discussione in Consiglio comunale, laddove i gruppi consiliari hanno attaccato il PD per il suo «scaricabarile» in merito a un progetto peraltro «non scelto da noi», riporta sempre La Nazione Firenze il loro gesto di coraggio, purtroppo ancora non replicato a Palazzo Vecchio. Decisamente più svegli anche gli abitanti di Pontassieve, ai quali è stata solo di recente fatta la grazia dell’imposizione dei cassonetti digitali che subito, immancabilmente, hanno iniziato a registrare problemi: non si aprono se sono pieni, ma anche se il telefono non ha abbastanza linea per far funzionare l’app, e qualcuno ha giustamente fatto notare che «una app anche per buttare via la spazzatura mi pare una follia»: lo è, e Alia, che come suo solito minimizza sciorinando “dati” propagandistici, da parte sua ci ha abituati a questo e altro. Non solo i cassonetti, ma anche l’UCI Cinema di via del Cavallaccio è stato chiuso, seppur temporaneamente, per il mancato funzionamento delle luci d’emergenza: ne hanno dato notizia La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. Un luogo dove avrebbero potuto del resto essere impiegato è a Porcari, in provincia di Lucca, dove non in un cinema, ma in una casa trasformatasi in prigione mortale per una famiglia albanese morta intossicata da una fuga di monossido di carbonio, che non ha potuto essere salvata perché il figlio, nella chiamata ai soccorsi, ha dato il civico sbagliato al centralino, facendo perdere ben due ore all’automezzo nella ricerca della casa: tale il tragico resoconto pervenutoci dalle prime due testate, la seconda delle quali vi ha accompagnato un focus sui numeri generali di eventi simili: si parla di oltre 6.000 ricoveri annui, con un 80% di tali intossicazioni avvenente proprio tra le mura domestiche. Dalla prigione vera di Sollicciano si è invece scoperto che Vasile Frumuzache «ha lavorato per settimane alla fuga», come è emerso dalla scala realizzata artigianalmente con lenzuola e pezzi di scopa, e gli è stato ritrovato addosso pure un foglio con un elenco di altre prostitute da uccidere, riportano La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze. Sulle pagine di tutti e tre questi quotidiani si possono leggere, altresì, le ricostruzioni degli episodi di follia (letteralmente) che hanno visto protagonisti, loro malgrado, gli operatori sanitari: dall’aggressione al centro psichiatrico di cura delle Oblate di un paziente ai danni di un’operatrice e del vigilante all’attacco contro un dipendente della Misericordia di Quinto mentre lavorava, altro aspetto che certamente non aiuterà la ricerca di nuovi volontari, la cui carenza è stata ancora in questi giorni lamentata proprio dalle sue varie sezioni. Ancora disastri sul fronte dell’economia: ci dice, il Corriere Fiorentino, che nel settore della moda sono aperti 22 tavoli di vertenza, 73 aziende sono monitorate, 12 sono già chiuse e in 8 vi è stato il licenziamento in blocco di tutti i dipendenti; dal 2020 solo 61 sono stati i lieti fini con ricollocamento a seguito di vertenza. Un trafiletto di Repubblica Firenze getta invece uno squarcio sulla terribile condizione dei riders, perlopiù giovani e immigrati, costretti a lavorare anche 10 ore al giorno per 6-7 giorni alla settimana, con le sole case dei rider, peraltro non sempre funzionanti, come unica boccata d’aria in un contesto cittadino sempre più soffocante a tutti i livelli. (JCM)