Cubo nero, il day after. Il Centrodestra: “Rotto spartiacque tra politici e tecnici”. M5S: “Uffici collaborino con Procura”

© 2025 Daniele Faletta

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Le opposizioni di Centrodestra: “Perché la Sindaca ha sempre negato un confronto politico in Consiglio comunale, rimettendo i suoi (confusi) pensieri alla stampa?”. Nessun intervento, invece, da Italia Viva, tace Cecilia Del Re (ex assessore)

 

“Era fine agosto quando dalla sera alla mattina è nato il problema ‘Cubo Nero’ (ex storico Teatro del Maggio Musicale) che fa tristemente sbalzare Firenze nella cronaca dei quotidiani di mezzo mondo. Sin da subito le minoranze di centrodestra hanno sollevato quesiti, chiesto chiarimenti, avanzato dubbi. I consiglieri Schmidt e Santarelli evidenziavano che il problema del cubo nero metteva a serio rischio la permanenza di Firenze nel patrimonio Unesco (peraltro preoccupazione confermata anche oggi, 7 febbraio, nella cronaca dei quotidiani). Da allora è iniziata una battaglia di accesso gli atti, question time, domande di attualità, richieste di chiarimenti e confronto (negato) con la Sindaca in aula. L’ufficio urbanistica, il 22 ottobre, conclude il procedimento dicendo che non vi sono violazioni. Ieri si è appreso che sono indagate decine di persone tra l’ufficio urbanistica e la commissione paesaggistica. Sì, avete letto bene: Firenze, culla del patrimonio rinascimentale del mondo, ha l’ufficio urbanistica e la commissione paesaggistica in coda in Procura della Repubblica”. Lo dichiarano Luca Santarelli (Gruppo Misto Noi Moderati), Angela Sirello (capogruppo), Giovanni Gandolfo, Matteo Chelli e Alessandro Draghi (FdI), Eike Schmidt (capogruppo), Massimo Sabatini e Paolo Bambagioni (Lista Eike Schmidt), Alberto Locchi (capogruppo FI) e Guglielmo Mossuto (capogruppo Lega).

“Da qui nascono diverse considerazioni – proseguono i consiglieri –. La prima attiene alle valutazioni tecniche. Essendo un’indagine in corso si può solo dire che chi scrive è garantista e, quindi, attenderà gli esiti processuali per ogni valutazione. La seconda. A prescindere da cosa sia successo negli anni, scoppiato il caso a fine agosto, perché la Sindaca ha sempre negato un confronto politico in Consiglio comunale, rimettendo i suoi (confusi) pensieri alla stampa? Perché le minoranze di centrodestra sono state derise e accusate di essere strumentali addirittura ieri, dopo scoppiato il caso?
Ora, è ben dirlo, dalle preoccupazioni e dai dubbi si sta passando ai fatti. La terza. Quanto accaduto ci pone dei dubbi di come abbiano svolto i ruoli la Sindaca e l’assessora Biti. Questo perché – sottolineano all’unisono – non è più individuabile quello spartiacque netto che ci deve essere tra gli uffici politici e gli uffici tecnici. Muro abbattuto proprio da coloro che, con i loro silenzi, le loro derisioni, i loro negarsi al confronto, hanno fatto sì che i dubbi crescessero indisturbati tanto da arrivare oggi ad essere preoccupanti fatti“.

“In conclusione, nel rispetto delle indagini in corso, si ritiene che la politica che governa la città abbia perso una buona occasione: quella di dimostrare che al centro del suoi progetti ci sono una città ed i suoi cittadini e non un fanatismo ideologico che ha fatto perdere l’orientamento a questa amministrazione”, concludono.

“Come consigliere capogruppo M5s, ritengo importante sottolineare che l’attenzione deve essere rivolta alla trasparenza dell’iter amministrativo e al pieno rispetto delle norme urbanistiche, edilizie e paesaggistiche. La città ha il diritto di conoscere con chiarezza i passaggi che hanno portato alla realizzazione del complesso e le responsabilità, qualora vengano accertate, dovranno emergere con rigore dalle indagini della magistratura”. A dirlo è Lorenzo Masi (M5S).

“Invito tutti gli attori coinvolti, a partire dagli uffici comunali e dalla Commissione paesaggistica, a collaborare pienamente con la Procura – rimarca Masi – e a fornire ogni documento necessario per chiarire le circostanze della vicenda. La trasparenza e la legalità devono essere i principi guida nella gestione delle trasformazioni urbanistiche della nostra città”.

“Ritengo inoltre importante separare il merito urbanistico e architettonico dalla responsabilità penale: eventuali critiche sull’aspetto estetico o sull’impatto urbanistico non devono confondere il dibattito pubblico con le valutazioni giudiziarie. Firenze merita chiarezza, correttezza e rispetto delle regole. Continuerò a seguire la vicenda con attenzione, auspicando che tutte le istituzioni competenti operino con il massimo rigore e trasparenza”, conclude.