Gli interventi a La Marina? Attesi dal 2003. E nel marzo 2025 si è rischiato un disastro peggiore del 2023.
La situazione di estrema criticità idraulica a Campi Bisenzio e i colpevoli ritardi negli interventi di consolidamento degli argini del fiume Bisenzio sono al centro di un’interrogazione a risposta scritta presentata alla Camera dei Deputati, rivolta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare.
L’atto, a firma dell’On. Aldo Mattia (Commissione ambiente), ripercorre la lunga cronistoria delle negligenze che hanno messo a rischio la comunità campigiana, con un focus sul quasi-disastro del marzo 2025.
L’interrogazione evidenzia come il 14 marzo 2025, durante la piena del fiume Bisenzio in Via delle Corti, si sia verificata una fuoriuscita d’acqua dall’argine, la cui debolezza era nota al Comune già nel 2023 in seguito a sopralluoghi e verifiche.
Alcuni punti chiave dell’atto
Gli allarmi inascoltati. Il Comune aveva comunicato alla Regione, già il 3 marzo 2025, la presenza di lesioni sulla sponda sinistra idraulica del fiume, richiedendo una valutazione e interventi di consolidamento.
Inefficacia delle misure. Nonostante le rassicurazioni dei tecnici regionali (che l’8 aprile 2025 definirono i geoblocchi apposti come una misura precauzionale senza evidenze di rottura), i verbali dei funzionari del Genio Civile Valdarno Centrale attestano che i geoblocchi erano sufficienti solo per l’emergenza, ma insufficienti a garantire le condizioni di sicurezza a lungo termine. Essi ritenevano quindi urgente e indifferibile un intervento di ripristino del muro di difesa.
Ritardi storici. Il tratto dell’argine della Marina attendeva interventi di ripristino e consolidamento dal lontano 2003. Si ricorda inoltre che il Sindaco aveva invitato la provincia a intervenire già nel 2015, e nel 2017 il Genio Civile aveva riconosciuto la necessità di una verifica approfondita.
Responsabilità politiche. Il Presidente della Regione Toscana, l’11 aprile 2026, ha dichiarato che gli interventi di prevenzione si sarebbero dovuti realizzare prima del 2023, lavori che avrebbero evitato a Campi Bisenzio nuove devastazioni durante l’alluvione del 2 novembre 2023.
Rischio imminente. A causa del mancato e tempestivo intervento in Via delle Corti, nel marzo 2025 Campi Bisenzio ha rischiato un disastro ben peggiore di quello accaduto nel 2023.
L’interrogazione si conclude chiedendo quali iniziative intendano adottare i Ministri competenti per appurare le cause di quanto avvenuto, trarne le opportune conseguenze e conoscere l’eventuale intervento del Prefetto di Firenze, visto che il Ministero della Pubblica Amministrazione, dopo l’esposto dei comitati a primavera 2025, aveva indicato il Prefetto quale soggetto interlocutore.
“La situazione degli argini del Bisenzio a Campi Bisenzio – afferma Roberto Valerio, Capogruppo di Fratelli d’Italia –è un fallimento istituzionale e una ferita aperta per la nostra comunità. I fatti esposti nell’interrogazione non lasciano spazio a dubbi: i problemi erano noti da anni, con richieste di messa in sicurezza che risalgono al 2015 e progetti di consolidamento attesi fin dal 2005. È inaccettabile che il Presidente della Regione abbia dovuto ammettere che interventi eseguiti prima del 2023 avrebbero evitato la devastazione dell’alluvione. Nel marzo 2025, solo per un soffio, Campi Bisenzio ha evitato un disastro ancora peggiore a causa della perdurante debolezza strutturale dell’argine. Chiediamo al Ministro delle Infrastrutture e al Ministro della Protezione Civile di intervenire immediatamente, non solo per avviare i lavori urgenti e indifferibili che possono riguardare altri tratti arginali, ma anche per fare piena luce sulle responsabilità politiche e tecniche che hanno portato a questi colpevoli ritardi. La sicurezza dei cittadini deve essere la priorità assoluta, non una promessa continuamente disattesa”.
In copertina: copyright Fotocronache Germogli


