E le prossime elezioni in un clima di sospetto
“C’è qualcosa di profondamente stonato nel chiedere ai pratesi di ‘avere fiducia’ e di tornare alle urne tra qualche mese, mentre la politica locale è attraversata da cinque inchieste della Procura che, a vario titolo, la riguardano da vicino”.
Comincia così una riflessione pubblicata stamani da Targettopoli, una pagina Facebook molto seguita a Prato, afferente al movimento civico di Jonathan Targetti.
La città laniera, dopo il commissariamento in seguito alle dimissioni di Ilaria Bugetti, è chiamata a tornare al voto tra alcuni mesi. Nel testo vengono ripercorse le varie inchieste che hanno scolvolto nell’ultimo anno e mezzo la seconda città della Toscana.
- Caso Bugetti: dimissioni, pesanti accuse e Comune commissariato. Una ferita istituzionale e politica enorme;
- Caso Cocci-Poggianti-Belgiorno: revenge porn, minacce, lettere anonime. Una bruttissima storia tra compagni di partito;
- L’inchiesta annunciata da Spiezia: rapporti tra malavita cinese, politica locale e influenza sulle campagne elettorali. Un possibile terremoto per tutta la politica locale;
- La nuova inchiesta sul Piano Strutturale, adottato durante la giunta Biffoni, con un focus preciso sul cambio di destinazione di un terreno a Iolo. Urbanistica, soldi, interessi e scelte che segnano la città per decenni;
- Mettiamoci anche l’inchiesta sulle eventuali responsabilità degli amministratori in merito alle conseguenze dell’alluvione del 2 novembre, con Biffoni, Faggi, Barberis, Calamai, Vespi e molti altri dirigenti e funzionari tra Genio Civile, Autostrade, Protezione Civile e Consorzio di Bonifica.
“Cinque filoni diversi, un unico filo rosso: la politica pratese sotto esame. E in questo scenario, tra qualche mese, i cittadini saranno chiamati a votare. Ancora. Come se nulla fosse”, prosegue il testo.
“Che clima democratico può esserci con questo livello di sospetto? Che senso ha parlare di programmi, futuro, visioni, se il passato recente è tutto da chiarire?”
“A Prato si voterà con addosso la sensazione che il voto arrivi prima della verità. E le responsabilità sono più che altro politiche, non giudiziarie”.
La dura requisitoria prosegue: “Mentre la magistratura è impegnata a fare il suo lavoro, la politica cerca di rigenerarsi chiedendo fiducia senza aver mai fatto davvero i conti con le proprie contraddizioni“.
“Quando sarete chiamati al voto, ricordatevi chi siamo sempre stati noi, le battaglie che abbiamo fatto e le posizioni scomode che abbiamo sempre avuto il coraggio di tenere”.
