L’offensiva delle opposizioni contro il cubo nero, integrata da una nota della Lista Schmidt che esorta l’amministrazione alla divulgazione della lettera di sollecito di riapertura del procedimento, si allarga addirittura agli eredi dell’antica nobiltà fiorentina, dai Corsini ai Budini Gattai: costoro, in una petizione ripresa anch’essa dal Corriere Fiorentino come anche da La Nazione Firenze (che parla di «tumulto dei Ciompi al contrario»), esigono a chiare lettere uno «stop ad altre violenze alla città» e di «salvare Firenze da altri cubi neri», con un limpido «No ad altre fabbricazioni del lusso». Proseguono intanto i primi interrogatori sulla vicenda, a cui però fa ancora riscontro il silenzio totale da parte degli imputati, apprendiamo dal Corriere Fiorentino; vi interviene però, ed è La Nazione Firenze a darne conto, mentre Il Tirreno Firenze parla giustamente di «scaricabarile» che continua, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha definito il cubo «un’opera che snatura la città» e che «merita solo la giunta». Da quest’ultima si insiste sul leitmotiv delle «indagini in corso», anch’esso contestato da una nota congiunta del centrodestra. Giunta che si trova sotto attacco, stavolta però da sinistra, sulla questione delle abitazioni: il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune), citato dal Corriere Fiorentino, l’ha smascherata nel suo tentativo di «trasformare alloggi di edilizia residenziale pubblica in alloggi a residenza convenzionata o social housing», definendolo «l’anticamera della privatizzazione del patrimonio abitativo». In viale Petrarca, intanto, i residenti sono passati dall’esasperazione in parole ai rimedi fattuali, chiamando il 112 per denunciare un Airbnb clandestino in una cantina, dopo decine di segnalazioni alle istituzioni cittadine andate a vuoto, e il proprietario che ha cercato di giustificarsi furbescamente, accusando persino i residenti stessi di aver «tolto i cartelli», ma ha dovuto rinunciare al suo originario proposito ricettivo. In centro finiscono nel mirino delle forze dell’ordine truffe dal sapore simile: stavolta è toccato a 25 false edicole intente nella vendita abusiva di gadget e souvenir, comicamente in parallelo al pomposo annuncio, riportato su La Nazione Firenze, di un bonus per quelle «virtuose», consistente in un abbassamento del 70% del canone di locazione, ovviamente «solo per chi non ha violazioni». I chioschi veri hanno provocato, se vogliamo, ancor più rabbia da parte dei residenti di viale Fanti, perché per i lavori dello stadio sono stati spostati direttamente sotto le abitazioni quando non davanti ai portoni d’ingresso di queste ultime, imponendo agli abitanti dei pianterreni il rumore dei generatori elettrici e l’odore delle cibarie letteralmente nelle orecchie e nelle narici, senza contare ovviamente gli ammassi di rifiuti, bivacchi e cartacce seminati per tutto il viale prima e dopo ogni partita; e se «certamente sull’inciviltà delle persone l’azione pubblica (ma anche quella privata) non sempre è risolutiva», esigere la chiusura temporanea ma totale di quei chioschi e lo spostamento dello stadio in altro Comune è a questo punto il minimo. In trappola non sono peraltro finiti solo i cittadini comuni, ma anche le ambulanze: per colpa dei cantieri che hanno «accerchiato» Santa Maria Nuova e creato «emergenze» su tutti i viali e la zona sud della città, gli operatori lanciano un pericolosissimo allarme sui ritardi a cui sono costretti e per un codice rosso potrebbero essere fatali. Da 8 minuti, raccontano, adesso in media dalla chiamata all’arrivo ne passano 18. Ponte al Pino è ancora, suo malgrado, emblematico di questa situazione: menzionato dalle stesse due testate e dal Tirreno Firenze, i lavori che lo hanno inghiottito hanno «mandato in tilt tutta Campo di Marte», da via Campo d’Arrigo alle Cure, «fra auto incolonnate ovunque e una densa nube di smog» (e la Città Circolare? E il green?). Se la politica nostrana è ormai silente o impotente al riguardo, a Sesto la contrarietà all’aeroporto ha fatto, come titolano le stesse, «saltare il campo largo», venendo meno un’intesa con la Casa Riformista sulla nuova pista. E mentre a Prato viene definita tout-court «inaccettabile» la richiesta di patteggiamento per Matteini Bresci (Corriere Fiorentino), in Regione continuano, fedelmente seguite da Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, le polemiche sull’intervento di Italo Bocchino a proposito della giornata di ieri, per la quale ha lamentato una «censura» che egli stesso ha subito dopo invocato ai danni dell’ANPI: non un grande esempio di coerenza storica per una ricorrenza che tale si vorrebbe. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
