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“Firenze, scippata del suo tessuto organico di spazi e bellezza”: se anche Padre Bernardo si arrabbia
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Anche il “potente” abate di San Miniato al Monte, quello che ha ospitato i ritiri nardelliani che scimmiottavano quelli di La Pira, non ne può più
È passata (non troppo casualmente) sotto traccia l’intervista rilasciata da Padre Bernardo Gianni a La Repubblica lo scorso venerdì. Strano, perché quell’intervista è dirompente e meritava molta più attenzione.
L’abate, al secolo Bernardo Gianni, nell’intervista rivolge un duro appello all’amministrazione fiorentina a “fermarsi” e “a risvegliarsi”, e sull’urbanistica cittadina afferma che sta tradendo “il sogno di La Pira”. Una bomba dal detonatore potente: un attacco diretto contro “Funarolandia” e la sua amministrazione, capace solo di tirare fuori dal cilindro cubi neri e simili obbrobri, facendo discutere persino dalle parti di San Miniato al Monte.
Se non fosse che l’abbiamo vista e letta con i nostri occhi, quest’intervista sembrerebbe uscita dalla redazione de Il Secolo, e l’intervistato — se non lo si sapesse — potrebbe tranquillamente essere scambiato per un esponente dell’opposizione politica. Invece no: è proprio lui, l’abate di San Miniato, Padre Bernardo Gianni, a indignarsi e a inorridire per le scelte scellerate di quella che molti definiscono una delle più mediocri amministrazioni che Firenze abbia mai avuto.
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