Il Presidente della Commissione Controllo: “Passare a criterio selettivo meritocratico per nuova leadership, pronto a sostenere se ci saranno scelte chiare e di buonsenso”. Nei giorni scorsi Sinistra Progetto Comune ha rivelato alcuni passaggi dei verbali di ATO Toscana Centro.
Si scalda il dibattito sul destino della multiutility dopo le ultime novità sull’acqua, anche alla luce del prossimo rinnovo della dirigenza. “Condividiamo l’idea alla base della multiutility toscana, che resta valida, non possiamo che esprimere parere negativo sulla leadership uscente, che non è stata capace di centrare due obiettivi determinanti: riduzione dei costi per gli utenti (le bollette continueranno ad aumentare, come si apprende dai documento di ATO) e realizzazione degli impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti in Toscana”.
A dirlo, anche alla luce di quanto emerso dai verbali di ATO Toscana Centro resi pubblici da Sinistra Progetto Comune, è il consigliere che – già nel 2024 – ha scoperchiato il vaso di Pandora dei debiti che gravano su Alia-Plures, ovvero Paolo Bambagioni, che è presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze.
“La gestione Irace, tanto ambiziosa quanto fragile dal punto di vista delle risorse, era nata – ricorda Bambagioni – con l’obiettivo dell’ingresso in borsa tenendo fuori l’acqua, oggi siamo all’opposto: acqua dentro e niente borsa. Nessuna contrarietà all’acqua pubblica, anzi, è una scelta giusta, sebbene possa sembrare quella fonte di risorse certe per tenere su una società ancora troppo fragile (sul punto si legga anche il dossier di Moody’s pubblicato da Il Tirreno alcuni mesi fa, ndr)“.

Per Bambagioni, “siamo di fronte a un ribaltamento completo e in corso d’opera, che dimostra scarsa consapevolezza e scarsa cognizione dei costi e dei problemi, che andavano previsti e, soprattutto, spiegati pubblicamente”.
“È una partita, quella della multiutility, troppo importante, ne va della qualità dei servizi e del costo delle bollette. Ecco perché – afferma ancora Bambagioni – serve una forte discontinuità: lo scenario è completamente diverso da quello con il quale è partito Irace, che non è mai venuto in Commissione controllo per spiegare apertamente le scelte di Alia-Plures (le spese di Capodanno o anche l’acquisto di impianti eolici a Benevento, per esempio). Prima di tutto, bisogna passare a un criterio diverso di selezione dei dirigenti Alia-Plures: non per vicinanza politica e per fedeltà ma per oggettiva capacità”.
“E se ci saranno scelte di buonsenso – conclude l’ex sindaco di Signa – sarò disponibile a sostenerle, come nel caso dell’attesa svolta urbanistica”.
Critico sulla gestione Irace anche Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), che aveva dichiarato: “L’attuale Amministratore Delegato Irace non è mai venuto, una sola volta, in Commissione controllo, ma continua a rilasciare legittimamente dichiarazioni pubbliche. Un uomo per tutte le stagioni, o continuiamo ad avere un piano industriale che necessita di quotazione in borsa, compensando con prestiti e altre operazioni finanziarie?”
Dalle minoranze in Palazzo Vecchio si fa sentire anche Noi Moderati con il consigliere Luca Santarelli. “Nell’epoca Nardella – ricostruisce Santarelli – siamo stati fortemente sensibilizzati sul fatto che la quotazione in borsa fosse indispensabile per la buona riuscita dell’operazione. Oggi v’è un cambiamento di rotta totale: no quotazione in borsa e inserimento dell’acqua, fonte di introiti certi evidentemente. Cosa ha fatto cambiare idea al PD? Quale era la scelta giusta? Che influenza ha avuto il ruolo determinante di AVS in Comune e Regione?”. E come se non bastasse: “In tutto questo i cittadini pagano: bollette in aumento almeno sino al 2029. Con buona pace delle promesse fatte degne di una lapide mortuaria”. “Si faccia una seria autocritica delle scelte e si abbia il coraggio di convocare i vertici in Commissione controllo, convocando poi un Consiglio Comunale sul tema”, è la richiesta di Noi Moderati.
In copertina: copyright Fotocronache Germogli
