Nuovi dettagli sui conti della Confederazione delle Misericordie dopo il nostro primo approfondimento di quasi un anno fa.
Un quadro potenzialmente fosco per la tenuta finanziaria della Confederazione delle Misericordie. È quanto emerge da una relazione, visionata da La Firenze che vorrei, nella quale si fa menzione alla situazione debitoria della Confederazione delle Misericordie d’Italia con Inps ed Erario.
Si tratta, nello specifico, della relazione del Prof. Luca Bagnoli, revisore, opportunamente informato dalla nostra redazione in seguito alla ricezione del documento, nella quale si menzionano oltre 2 milioni di debiti, relativi a imposte e contributi.


Nei mesi scorsi, ad aggravare ulteriormente il quadro, la Confederazione è stata condannata in via sussidiaria dalla Corte dei Conti di Catanzaro al pagamento di circa 10 milioni per la vicenda di Isola Capo Rizzuto (un danno erariale di circa 50 milioni di euro), notizia che per primi abbiamo dato ad aprile 2025 e che sui quotidiani fiorentini, nonostante la capillarità delle Misericordie, ha avuto ben poca risonanza (ne hanno scritto alcuni giorni dopo solo Tirreno e Repubblica). I giudici contabili, inoltre, hanno condannato anche gli ex presidenti Gabriele Attilio Brunini e Roberto Trucchi.
Di tutto questo pare molto difficile parlare pubblicamente. Ad ogni modo, il malumore interno, come registriamo dopo alcuni colloqui avuti con Misericordie da Nord a Sud, è in crescita, anche alla luce delle modifiche proposte allo Statuto (La Firenze che vorrei ha copia del nuovo Statuto), che rischiavano, secondo alcuni critici, di rendere la gestione delle Misericordie un affare per pochi, frustrando di fatto partecipazione e controllo. Partecipazione e controllo che sembravano e sembrano, invece, indispensabili proprio per uscire da queste sabbie mobili.

Tuttavia, a quanto risulta al nostro quotidiano da alcune verifiche, la proposta di modifica è stata respinta sabato scorso, anche grazie alla defezione di 100 aventi diritto al voto. All’origine di questo no al nuovo Statuto ci sarebbero, anche, delle perplessità circa il modificato articolo 13 (comma 2), in merito al finanziamento della Confederazione, nella cui formula rivista si leggeva:
[…] La quota associativa viene determinata
annualmente con delibera del Consiglio
Nazionale, tenendo conto del fabbisogno di
Confederazione, secondo i criteri stabiliti dal
Regolamento di esecuzione.

Il nostro giornale continuerà a interrogare la Confederazione in attesa di risposte sull’origine di questi debiti e su eventuali piani di rientro.
Più volte, in forma scritta, abbiamo provato a contattare gli organi della Confederazione con domande puntuali e restiamo disponibili a pubblicare una posizione quando da loro sarà ritenuto opportuno. Va da sé che il silenzio non è una risposta sufficiente. Va da sé che un’eventuale, ma non improbabile difficoltà di bilancio, stante il quadro esposto, potrebbe compromettere la continuità operativa delle Misericordie, indispensabili per i servizi di welfare sui territori (ma anche per attività quali le pompe funebri).
In copertina: copyright Fotocronache Germogli


