Cittadini in balìa della microcriminalità e istituzioni assenti. Tra violenza e rimpalli di responsabilità, anche il vigile di quartiere rischia di essere un alibi
Di Roberto Vedovi
Mentre le aule del Consiglio Comunale si riempiono di testi normativi e visioni strategiche, le strade di Firenze, e in particolare il quartiere di Novoli, raccontano storie di ordinaria esasperazione che sfocia nel sangue. La cronaca odierna del Corriere Fiorentino mostra una città al limite: un tentativo di rapina alla fermata della tramvia San Donato-Università si è trasformato in un linciaggio collettivo, sventato solo da un agente fuori servizio che ha fatto da scudo all’aggressore a terra.
Proprio in queste ore, viene presentata la mozione n. 450-2026 dalla consigliera Alessandra Innocenti (PD), che punta a rilanciare la figura del Vigile di Quartiere. Tuttavia, il documento sembra confermare il distacco tra il “palazzo” e la realtà che alimenta la rabbia dei cittadini.
Uno dei punti più controversi della mozione riguarda i limiti d’azione del Comune. La consigliera Innocenti sottolinea che la sicurezza urbana è un settore specifico e distinto dall’ordine e dalla sicurezza pubblica, che sarebbero funzioni di competenza esclusiva dello Stato secondo l’articolo 117 della Costituzione. La Polizia Locale – sostiene Innocenti – non può né vuole essere un corpo completamente dedicato al contrasto della microcriminalità.
Questo continuo richiamo a chi deve fare cosa viene percepito dai residenti come l’ennesimo scaricabarile. Mentre l’amministrazione, la Giunta e la Sindaca si trincerano dietro i confini delle proprie competenze legali per giustificare l’immobilismo, i cittadini restano nel mezzo, esasperati da una burocrazia più interessata a declinare responsabilità che a garantire l’incolumità.
La mozione propone una transizione verso la polizia di prossimità, con agenti a piedi volti all’ascolto e alla trasmissione di una maggiore percezione di tranquillità. Il progetto però dipende interamente da nuove assunzioni per potenziare i reparti territoriali. Senza una data certa e con un modello 2017-2019 dichiarato non replicabile dalla stessa mozione, il rischio è che il Vigile di Quartiere rimanga solo sulla carta mentre il territorio scivola nel caos.
L’ennesimo episodio di violenza a Novoli è la fotografia di una città allo sbando. È inutile parlare di comitati di vicinato o figure di prossimità se questi strumenti servono solo a monitorare il dissenso e non a garantire sicurezza reale. Se i cittadini arrivano a farsi giustizia da soli e a organizzare passeggiate serali per proteggere le proprie famiglie, significa che il patto tra istituzioni e comunità è rotto. Chi governa la città sembra ignorare ciò che accade fuori dai palazzi del potere. Non basta più esprimere preoccupazione: la sicurezza non è un optional o un tema da rimpallare tra Comune e Prefettura, è un diritto.
Basta chiacchiere e cavilli sulle competenze: i fiorentini vogliono solo tornare a camminare tranquilli sotto casa.
La Commissione, in programma oggi alle 14.30, si può seguire qui: https://www.youtube.com/watch?v=Pku_cRy0yXg
